Allenarsi con un metodo che ottimizza al massimo la fatica. E che aiuta a rinforzare la muscolatura e a scolpire la «figura» del corpo, là proprio dove serve. Si chiama «ViceVersa» ed è una nuova linea di macchinari il cui livello di tecnologia ed innovazione è valso alla startup bresciana Sequences il premio «America innovazione», consegnato alla Camera dei Deputati nelle mani di Duccio Santi, fondatore e socio unico della neo impresa.
Il premio, promosso dalla Fondazione Italia Usa, si affianca al premio America (destinato alle personalità di chiara fama internazionale) e ha il compito di valorizzare ogni anno 300 talenti imprenditoriali del Paese che abbiano ideato e realizzato startup e Pmi innovative.
La storia
A raccontare la genesi dell’iniziativa è lo stesso Duccio Santi, architetto di formazione: «Il progetto è nato nel 2023, quando ho iniziato a contattare alcuni progettisti, fisioterapisti e medici per capire se poteva essere funzionale. Avevo riscontrato una grossa carenza nel training in palestra, dove vengono commessi tanti errori, e da lì è venuta l’idea di realizzare degli attrezzi che impedissero di fare gli esercizi in maniera sbagliata, sfruttando al meglio il tempo impiegato nell’allenamento, che già di per sé richiede uno sforzo sia fisico sia mentale».
La società è stata costituita nel marzo 2025 con una mission: fornire strumenti efficaci a combattere la sedentarietà, trasformando l’attività sportiva in una pratica di prevenzione accessibile, che elimini anche quello stress tipicamente associato ai workout tradizionali. Per raggiungere tale scopo, Sequences ha messo a punto un metodo di approccio completo e integrato. «Il fulcro di questo ecosistema - spiega Santi - è la tecnologia proprietaria brevettata "ViceVersa", che costituisce la base ingegneristica di un’intera linea composta da cinque macchinari interconnessi e strutturata in modo da consentire l'allenamento completo di tutti i principali distretti muscolari del corpo. I macchinari sono inoltre connessi ad un’app mobile per la gestione degli allenamenti e la raccolta dati onde migliorare efficienza e prevenzione». Un frutto del tutto made in Brescia, sviluppato con fornitori bresciani e che riprende le produzioni della meccanica industriale e del settore automotive di casa nostra all’interno delle attrezzature sportive. La tecnologia gode anche di Pct, brevetto internazionale, con un responso di 20 su 20 rivendicazioni.
Il mercato
«Non siamo ancora arrivati alla fase di commercializzazione (sarà il prossimo step) in quanto stiamo implementando il prototipo; il dispositivo brevettato comunque funziona ed è più che sufficiente per procedere con i progetti delle altre macchine». Ora la sfida è nella ricerca di partner che credano nel progetto. «Stiamo valutando - riferisce l’imprenditore – l’ingresso di aziende della meccanica che vogliano riconvertire la produzione ed entrare nel mercato del fitness, settore globale in costante espansione, o investitori disposti ad immettere capitale per permetterci di sviluppare il prodotto».



