Prendere la patente B è da sempre sinonimo di faldoni cartacei, lunghe code in segreteria e lezioni teoriche in orari rigidi. Oggi questo modello tradizionale viene superato grazie a Brum, la prima autoscuola certificata 100% flessibile in Italia che sposta l'intero percorso burocratico e formativo all'interno di uno smartphone.
Nata dall'idea di digitalizzare un settore rimasto fermo per decenni, Brum non è una semplice applicazione di quiz online. Si tratta di un'autoscuola a tutti gli effetti dotata di licenza, sedi fisiche, istruttori certificati e una flotta di auto di proprietà. La vera innovazione risiede nella rimozione di ogni attrito analogico: tutto ciò che può essere digitalizzato viene gestito tramite l'applicazione.
Come funziona
L'ecosistema di Brum permette all'allievo di monitorare e gestire ogni singola fase del conseguimento della patente B in totale autonomia: dal caricamento dei documenti e delle pratiche burocratiche (riducendo a zero i viaggi in sede, fatta eccezione per la visita medica obbligatoria) alla teoria smart (l‘algoritmo interno permette di allenarsi sui quiz ufficiali 2026, offrendo simulazioni d'esame, quiz veloci da 5 minuti e una sezione specifica per il ripasso degli errori commessi) passando per le prenotazioni delle guide.
Non solo: sono state introdotte dinamiche di gamification nel percorso didattico per mantenere alta la motivazione degli studenti. Attraverso grafici e statistiche in tempo reale, l'app fornisce un feedback continuo sul livello di preparazione, indicando con precisione matematica quando l'utente è realmente pronto per sostenere l'esame teorico senza rischiare la bocciatura.
L'innovazione si estende anche all'esame pratico. L'autoscuola sta infatti sperimentando l'integrazione di speciali dashcam dotate di intelligenza artificiale a bordo delle proprie vetture. Questa tecnologia analizza la strada, rileva gli errori di guida in tempo reale e mappa i progressi dell'allievo, fornendo un report oggettivo e trasparente dopo ogni sessione al volante.
A Brescia
Ora Brum arriva anche a Brescia, per permettere ai giovani bresciani di semplificare il sistema. L’azienda sta infatti ridisegnando il concetto stesso di autoscuola attraverso un progetto che punta a trasformare luoghi tradizionalmente percepiti come puramente funzionali in ambienti riconoscibili e contemporanei. Colori distintivi, un design ispirato al movimento e un'identità coerente danno vita a un'esperienza capace di parlare davvero alle nuove generazioni.

Oltre alla sede fisica aperta in via Zara 121, sono disseminati in città altri 11 pick-up point che permettono di scegliere il punto di incontro più vicino o comodo per cominciare le lezioni pratiche, rendendo l'esperienza più accessibile e compatibile con i ritmi di studio e lavoro dei bresciani. Fermate della metropolitana e stazione, poli universitari e istituti superiori: queste le zone individuate per agevolare le guide degli aspiranti patentati. Nello specifico, si trovano nei pressi del liceo Copernico, del liceo Leonardo, del liceo De André, dell’Itis Castelli e del Tartaglia, oltre alle fermate Prealpino, Europa, Volta, San Polo Parco e alla motorizzazione civile di via Achille Grandi.
L'apertura assume un significato particolare in un territorio come quello bresciano, dove il tema della mobilità continua a essere centrale per studenti, lavoratori e famiglie. In un contesto in cui il costo della mobilità e dei servizi legati alla patente è sempre più al centro del dibattito pubblico, «Brum» punta a rendere il percorso più trasparente e sostenibile, grazie a prezzi chiari, formule di pagamento flessibili e una gestione digitale che riduce tempi morti e complessità burocratiche.
«Al servizio delle persone»
«Non vogliamo semplicemente aprire nuove autoscuole – spiega Luca Cozzarini, co-founder e Ceo di Brum –. Vogliamo contribuire a costruire una cultura della guida più moderna, accessibile e orientata alla sicurezza, mettendo la tecnologia al servizio delle persone e della qualità della formazione».
Dopo Milano, Monza, Venezia e Modena, Brum prosegue il proprio percorso di espansione nazionale portando anche a Brescia un modello che ha già registrato risultati significativi nelle città in cui è presente, con oltre il 93% di promossi all'esame teorico.




