Le chiamiamo piccole, come piccoli sono i nucleotidi, i «mattoncini» di base del Dna. Il nostro Dna. Piccole e medie, ma non per questo irrilevanti, come ha ben dimostrato l’analisi curata dal team del prof. Claudio Teodori dell’Univeristà degli Studi di Brescia, al centro della serata ospitata ieri nella Sala Faissola di Banca Intesa Sanpaolo. Sotto la lente le migliori 1000 piccole e medie imprese, determinanti per la nostra economia, sinonimo di sviluppo e futuro. In un «mare» agitato da tsunami ripetuti, come sopravvivere? In filiera.
Questo il filo rosso emerso con chiarezza, con la parola «filiera» risuonata come chiave di lettura dell’oggi e soprattutto del domani. Non più concetto tecnico, ma visione strategica condivisa. Leva di competitività per la manifattura lombarda che ha voce in capitolo anche in Europa, ha sostenuto l’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi, attribuendo proprio alle filiere la leva principe delle transizioni in atto, da quella energetica a quella digitale. Un passaggio che non riguarda solo le imprese, ma l’intero equilibrio economico dei territori.




