Trentatré milioni di euro di investimenti, oltre un terzo destinato ad ambiente e sicurezza, e un deciso recupero della redditività. È la fotografia del bilancio consolidato 2025 del gruppo Ori Martin che, in un mercato ancora caratterizzato da debolezza della domanda, sovracapacità produttiva e forte volatilità dei costi, ha scelto di mantenere elevato il ritmo degli investimenti. Nel dettaglio, gli investimenti consuntivati sono pari a 33,2 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i 33 milioni dell’esercizio precedente. Il 33% è stato destinato a interventi ambientali e di sicurezza, con l’obiettivo di migliorare la gestione delle emissioni in atmosfera, il trattamento delle acque, l’abbattimento delle emissioni sonore e l’efficienza nell’impiego delle risorse energetiche.
Tra gli interventi principali figurano l’impianto agrivoltaico nello stabilimento di Ospitaletto, l’avvio del nuovo forno elettrico EAF e il nuovo sistema per l’introduzione delle billette nel forno di preriscaldo del laminatoio di Brescia.
Il bilancio
Sul fronte economico, il 2025 si è chiuso con ricavi consolidati per 562 milioni di euro, in calo dell’8% rispetto ai 593 milioni del 2024. La flessione è riconducibile soprattutto alla riduzione dei prezzi delle materie prime e dei prodotti, mentre i volumi hanno mostrato segnali di miglioramento. Il gruppo indica una diminuzione dei volumi venduti del 3,8% e dei prezzi medi di vendita del 3,4%. Le esportazioni dirette hanno rappresentato quasi la metà del fatturato, confermando la forte vocazione europea del gruppo.
Marginalità
Il dato che più evidenzia il cambio di passo è però l’Ebitda, passato da 17,3 a 34,2 milioni di euro, con un incremento di 16,9 milioni. Il recupero della marginalità è attribuito alla maggiore efficienza dei processi produttivi, all’ottimizzazione della gestione delle commesse commerciali e al controllo dei costi operativi. Anche il valore aggiunto è cresciuto di 17,9 milioni. Il miglioramento operativo ha consentito al gruppo di chiudere il 2025 con un utile netto di 1,4 milioni, contro la perdita di 12,6 milioni registrata nel 2024. La struttura patrimoniale resta solida, con un patrimonio netto consolidato di 596,3 milioni, anche se la posizione finanziaria netta è peggiorata da 58,2 a 105,8 milioni, soprattutto per gli investimenti.
Le controllate
Trafilati Martin ha ridotto sensibilmente le perdite, Novacciai Martin ha chiuso in positivo e Trafileria Lariana Drawing Steel ha confermato una redditività positiva. Più difficile la situazione di Siderurgica Latina Martin, penalizzata dalla crisi dell’edilizia, e di Officine Meccaniche Villar Perosa, che ha risentito del rallentamento dell’automotive.
Sul piano industriale, la strategia prosegue con la verticalizzazione della filiera: Ori Martin ha completato in Spagna l’acquisizione di Omvp Iberia, azienda di stampaggio a caldo e lavorazioni meccaniche con 180 dipendenti, 55 milioni di fatturato e 3 milioni di Ebitda nel 2025. L’operazione consentirà di verticalizzare circa 25mila tonnellate di acciaio prodotte a Brescia.



