Mosnel, 190 anni di storia in equilibrio tra vigna cantina e pietraia

Lucia e Giulio Barzanò guidano l’azienda che nel 2025 ha prodotto 250mila bottiglie
Daniele Piacentini
Lucia e Giulio Barzanò © www.giornaledibrescia.it
Lucia e Giulio Barzanò © www.giornaledibrescia.it

Centonovant’anni in equilibrio: «in vigna, in cantina e nel bicchiere, è questo il principio che ci ispira». Parola di Lucia e Giulio Barzanò, quinta generazione della famiglia Barboglio ancora oggi impegnata alla cantina Mosnel; 41 ettari (tutti a conduzione biologica) in frazione Camignone di Passirano.

Ieri pomeriggio, almeno 150 persone si sono ritrovate per l’anniversario tondo nel vigneto che dà il nome alla cantina di Franciacorta, capace di chiudere il 2025 con una tiratura di 250mila bottiglie Docg. Mosnel significa «pietraia». Proprio pietre e sassi, ricchi di minerali, donano ancora oggi ai vini della cantina particolare spessore, eleganza e longevità.

L’ecosistema

«Siamo cresciuti tra questi filari - spiegano Lucia e Giulio Barzanò - e abbiamo imparato da nostra madre (Emanuela Barboglio, tra le fondatrici nel 1990 del Consorzio Franciacorta, ndr) che il vigneto è un ecosistema vivo, da studiare, rispettare e assecondare».

Da qui la scelta, 11 anni fa, di puntare (tra i primi in Italia) sull’agroforestazione: «Con lo studio agronomico Sata è iniziato - aggiungono i Barzanò - un percorso che ha trasformato progressivamente il vigneto che porta il nome dell’azienda. Sovesci polifunzionali, 800 metri di siepe con specie arbustive autoctone, una spirale di 65 coppie di piante - tra carpini e biancospini - progettata secondo la sequenza di Fibonacci che dona un impatto visivo armonico. Un paesaggio che è diventato ecosistema, monitorato ogni anno attraverso il protocollo Sata BioPass, per valutare l’evoluzione della biodiversità faunistica e della fertilità del suolo».

Alla necessità di trovare nuove risposte al prendersi cura dell’intero ecosistema di una vigna ha provato a rispondere l’evento centrale delle celebrazioni per i 190 anni del Mosnel: il convegno «Agroforestazione. Alla ricerca della viticoltura del domani». Un tema da anni al centro della ricerca agronomica e del dibattito sul futuro dei vigneti, «soprattutto alla luce delle nuove sfide climatiche.

Per preservare quanto è stato costruito in quasi due secoli al Mosnel - dicono ancora i Barzanò - bisogna creare le condizioni per una convivenza autentica tra vite e organismi, vegetali e animali, che possono proteggerla e potenziarla».

Con questo spirito la cantina Mosnel è arrivata, quest’anno, al 47esimo tiraggio, coltivando Chardonnay (70%), Pinot Bianco (15%), Pinot Nero (15%) e, dal 2019, anche un ettaro di Erbamat, varietà storica del territorio caratterizzata dalla spiccata acidità, ora inserita nel disciplinare di Franciacorta.

La famiglia

Scomparsa, nel 2007, Emanuela Barboglio, alla guida di Mosnel ci sono ancora oggi i figli, Lucia (marketing, relazioni esterne ed export) e Giulio Barzanò (parte tecnica e produttiva).

«Abbiamo - chiosano i due - personalità e competenze complementari, che ci consentono di firmare una collezione di Franciacorta dallo stile riconoscibile e coerente». Al vertice della produzione spiccano alcuni fuori categoria: Ebb e Parosé, il raffinato Satèn, la Riserva - prodotta solo nelle annate eccezionali - e l’esclusivo QdE, dalla tiratura limitatissima, affinato da oltre vent’anni sui lieviti. Completano la gamma di casa Mosnel il Franciacorta Brut, il Pas Dosé, il Rosé e il Brut Nature.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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