Strada facendo

Il coraggio di Emanuela Barboglio

Pioniera del Franciacorta, rinunciò allo Charmat, favorendo la crescita della rinomata Denominazione
Adriano Baffelli

Adriano Baffelli

Commentatore

Le colline e i vigneti della Franciacorta © www.giornaledibrescia.it
Le colline e i vigneti della Franciacorta © www.giornaledibrescia.it

Percorro in bicicletta il tratto di strada che collega Camignone a Passirano, al cospetto di morbide colline in buona parte solcate da vigneti di diversa età ma di eguale bellezza. La pista ciclabile in un tratto lascia scorgere l’azienda agricola «Mosnel», toponimo dialettale con radici celtiche che significa cumulo di sassi, pietraia, sulla quale sorge l’azienda di respiro plurisecolare fu realizzata. La vista della proprietà agricola accende il ricordo delle sempre arricchenti conversazioni che ebbi modo di sostenere con la signora Emanuela Barboglio, che terminò il suo terreno viaggio nel 2007.

Fu lei a dare vita negli Anni Sessanta del secolo scorso alla cantina in chiave moderna, valorizzando un percorso iniziato nel 1836 con l’acquisizione della proprietà da parte della famiglia Barboglio. Emanuela Barboglio va ricordata, oltre che per essere stata una pioniera del Franciacorta, per una scelta tutt’altro che facile, che seppe compiere con lungimiranza. Agli albori dell’epopea di successo della rinomata Denominazione, negli Anni Sessanta e Settanta, si produceva in zona anche il Franciacorta Pinot con il metodo della rifermentazione in vasca, ovvero con il metodo Charmat. L’azienda agricola Barboglio era una tra le principali produttrici di tale tipologia di vino, eppure con coraggio la signora Emanuela rinunciò a tale produzione, contribuendo così in modo considerevole alla crescita del Metodo classico franciacortino.

La scelta dell’intraprendente donna, alla guida della sua cantina di Camignone, di abbandonare la strada, per lei soddisfacente dello Charmat, rafforzò la giovane compagine di produttori del Franciacorta, favorendo indirettamente il futuro successo della prestigiosa Denominazione bresciana. La coraggiosa e non scontata scelta dell’imprenditrice agricola favorì un percorso che portò nel 1995 al riconoscimento, ufficializzato dal Disciplinare di produzione, per il prezioso nettare bacchico ottenuto dai vigneti di questo territorio di chiamarsi solamente Franciacorta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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