Industrie Saleri Italo accelera con la mobilità elettrificata e «raddoppia»

Il Ceo Cusciani Cunico: «In Sil convivono due aziende diverse: è un percorso di transizione verso nuovi prodotti»
La linea di produzione delle Industrie Saleri Italo
La linea di produzione delle Industrie Saleri Italo

«Mi creda, quello dell’automotive è uno dei settori più stimolanti per un manager»: il Ceo Nicola Cosciani Cunico ricorre a questa premessa per presentare l’ultima Relazione finanziaria di Industrie Saleri Italo, tra le maggiori realtà bresciane del comparto e dedita alla produzione di pompe motore e di altri componenti per i sistemi di raffreddamento.

Il mercato, in effetti, va a due velocità ed è segnato oltre che dall’incertezza anche da un elevato livello di competizione sui prezzi e da un progressivo spostamento verso soluzioni legate alla mobilità elettrificata. «Sil si trova di fronte a due sfide: da un lato quella tra l’auto a motore termico ed elettrico; dall’altro lato quella tra l’auto europea e cinese». Insomma, una competizione riservata ad attori professionisti. «Il nostro ruolo è stato quello di affiancare le principali case automobilistiche, supportandoli in un momento di difficile pianificazione – continua Cosciani Cunico –. In quest’ottica abbiamo rafforzato il nostro posizionamento come partner industriale capace di unire competenza, tecnica, flessibilità operativa e visione di medio lungo periodo, mettendo a disposizione soluzioni e capacità di adattamento lungo l’intera catena del valore. Oggi in Saleri operano e convivono due aziende completamente diverse: quella storica, specializzata nella progettazione e realizzazione di pompe meccaniche e quella di più recente costituzione dedita alle pompe elettriche. In altre parole continuiamo a fornire soluzioni innovative per la gestione termica dei veicoli, ma nello stesso tempo supportiamo la transizione sostenibile dell’industria dell’automobile verso l’elettrico».

Il punto

Igrandi costruttori come Bmw, Mercedes Benz, Stellantis, Volkswagen, Ford, General Motors, Tata, Mahindra, Reanult e Tesla offrono una immensa gamma di modelli, costruiti su una piattaforma comune con componenti e varianti di powertrain comuni. «Oggi siamo presenti nelle principali piattaforme automotive a livello mondiale – puntulizza il manager – e la nostra presenza in tutti gli ambiti della nuova e tradizionale mobilità ci offre un punto di vista privilegiato sull’andamento del settore, anche attraverso il consistente portafoglio ordini con visibilità fino al 2035».

Lo scorso anno, il gruppo di Lumezzane ha realizzato ricavi per 230,9 milioni, in crescita del 3,1% sul 2024, e un Ebitda di 26,6 milioni, in calo del 13%. La marginalità della Saleri si è ridotta a causa dell’aumento dei costi operativi (noli marittimi, trasporti straordinari su via aerea, manutenzioni e consulenze). La posizione finanziaria netta è negativa per 47 milioni. «Una minore incidenza dell’Ebitda sui ricavi – aggiunge Cosciani Cunico – è allineata con la crescita dei volumi del segmento elettrico, con marginalità più contenute rispetto al settore tradizionale, seppur parzialmente compensato dalla crescita della linea aftermarket (ricambi, ndr) consolidatasi nel 2021».

Incremento dei volumi

Per il 2026, si prevede un ulteriore incremento dei volumi: la Relazione sulla gestione di Industrie Saleri Italo conferma che a società ha acquisito importanti commesse in Cina, India ed Europa. «Il percorso che stiamo portando avanti richiede precisione, capacità di adattamento e continuità nelle scelte – evidenzia il Ceo – è su queste basi che intendiamo continuare a costruire il futuro industriale del gruppo. E in quest’ottica siamo stati lieti di ospitare per diversi mesi nel nostro stabilimento di Lumezzane una sessantina di ingegneri di punta di un nostro cliente tedesco (molti modelli Bmw e Audi montano di serie le pompe della Sil, ndr) al fine di sviluppare nuovi prodotti per la mobilità elettrificata».

La Sil, gli fa eco il presidente Francesco Saleri, punta a confermarsi «un ambiente fertile per il confronto, per la collaborazione tra funzioni ed espressioni delle competenze: un luogo in cui è possibile crescere». E non a caso, nel sito di Lumezzane nel 2025 sono stati avviati i primi progetti basati sull’uso dell’intelligenza artificiale. «Un primo passo che interpreta l’innovazione non come fine, ma come strumento al servizio delle persone e della qualità industriale» garantisce Saleri.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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