Genova, anche il nuovo ponte ferroviario parla bresciano

Dopo i ponti San Giorgio (2020) e del Papa (2024), l’azienda Cmm Rizzi di Vezza d’Oglio è ora al lavoro su una delle opere più delicate del cantiere del Terzo Valico dei Giovi
Angela Dessì
Il nuovo ponte in corso di installazione
Il nuovo ponte in corso di installazione

Per Genova e la sua viabilità la camuna Cmm Rizzi cala la tripletta e dopo il ponte San Giorgio (2020) ed il ponte del Papa (2024) con le opere volte all’accesso al porto, ora è al lavoro su una delle opere più delicate del cantiere del Terzo Valico dei Giovi, meglio noto come Nodo ferroviario di Genova. L’azienda di Vezza d’Oglio, leader nelle costruzioni metalliche in ambito infrastrutturale, civile e industriale, è in questi giorni impegnata nel varo di spinta del nuovo ponte ferroviario Val Polcevera, un viadotto lungo 240 metri e con un peso complessivo superiore alle 3.000 tonnellate che contemporaneamente prevede la spinta in uscita del vecchio ponte esistente.

Un’operazione che richiede una precisione millimetrica nel posizionamento e che prevede una tecnologia e un know-how ingegneristico ed operativo che pochi operatori in Italia possono vantare su opere di queste dimensioni.

Il cantiere

Il Terzo Valico dei Giovi è la nuova linea ferroviaria ad alta capacità che collega il nodo di Genova con l’entroterra padano, innestandosi sulle linee storiche Genova-Milano e Genova-Torino. È il tratto italiano del Corridoio Reno-Alpi, uno dei corridoi Ten-T prioritari dell’Unione Europea, che collega il porto della città ligure a Rotterdam passando per Milano, la Svizzera e la Germania. L’opera si sviluppa per circa 53 km, di cui oltre 36 km in galleria, ed è realizzata da Cociv (Consorzio collegamenti integrati veloci, guidato da Webuild) per conto di Rfi. Nato per superare i limiti della storica linea dei Giovi – a forte pendenza e a bassa capacità – il Terzo Valico permetterà treni merci più lunghi e pesanti in arrivo e in partenza dal porto di Genova, oltre a tempi di viaggio più competitivi per i passeggeri sulla linea Genova-Milano/Torino.

I precedenti

Il Viadotto Genova San Giorgio
Il Viadotto Genova San Giorgio

«Questo è il terzo ponte che installiamo sul fiume Polcevera, con un altissimo livello ingegneristico e costruttivo», spiega l’ad Michela Rizzi che richiama i lavori svolti sia per l’ex ponte Morandi (dove Cmm Rizzi ha effettuato il montaggio e la posa in opera delle parti metalliche del viadotto lato Levante) che per il ponte del Papa, unico ponte in Europa a due vie, una superiore per traffico urbano ed una inferiore per traffico portuale, con una luce libera di 100 metri, oggi punto di riferimento visivo e infrastrutturale per la città e per l’accesso alle aree portuali.

Questo terzo intervento conferma l’affidabilità dell’azienda camuna, che conta oggi un’ottantina di dipendenti e un fatturato che nel 2025 ha superato i 30 milioni di euro, in crescita del 25% sull’esercizio precedente. «Dietro a queste opere c’è un modello industriale raro nel panorama italiano – spiega l’imprenditrice –: Cmm Rizzi è una delle pochissime realtà che riunisce al proprio interno l'intera filiera, dalla progettazione alla produzione fino al montaggio in cantiere con personale e mezzi propri. Questa integrazione verticale – precisa – ci consente di controllare qualità, tempi e sicurezza su ogni fase del processo, anche se non dobbiamo dimenticare che tutto reso possibile dalle elevate competenze delle persone che con noi condividono la passione i forti valori aziendali».

Su queste basi Cmm Rizzi ha costituito, insieme ad altri partner, Infrasafe.AI, società dedicata al monitoraggio delle infrastrutture attraverso l’intelligenza artificiale. L’obiettivo è mettere a disposizione del settore le competenze acquisite in decenni di progettazione e costruzione per gestire la documentazione tecnica e pianificare le manutenzioni, «un passaggio naturale da chi costruisce le infrastrutture a chi ne presidia anche la salute nel tempo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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