Cembre brilla in Borsa: dal 2000 ad oggi il titolo ha reso il 3.203,8%

Il presidente Rosani: «Nel 1997 mio padre disse che saremmo stati un buon investimento, sia nel medio sia nel lungo periodo»
La sede di Cembre in via Serenissima
La sede di Cembre in via Serenissima

La prima parte dell’anno è iniziata nel modo migliore per Cembre, peraltro non solo sui mercati internazionali in cui commercia i connettori elettrici che le hanno assegnato una leadership a livello europeo, ma anche sul listino azionario di Milano.

L’aumento

La settimana scorsa, la società cittadina quotata in Borsa ha formalizzato un aumento delle vendite di quasi quattordici punti percentuali rispetto al primo trimestre 2025 e, nonostante i chiari di luna che oggi caratterizzano lo scenario economico mondiale, in una nota depositata a Piazza Affari il presidente Giovanni Rosani ha ammesso, pur mantenendo il suo consueto basso profilo, che per l’intero esercizio 2026 «si stima una crescita del fatturato consolidato e un positivo risultato economico».

L'imprenditore Giovanni Rosani
L'imprenditore Giovanni Rosani

Una previsione evidentemente molto apprezzata dagli investitori finanziari, tant’è che in una sola settimana il titolo Cembre, quotato al segmento Euronext Star Milan (dedicato alle piccole e medie capitalizzazioni che aderiscono a standard di eccellenza in termini di requisiti finanziari, trasparenza e corporate governance) ha guadagnato il 15,29%, raggiungendo i 98 euro di valore e rafforzando ulteriormente la sua brillante performance a Piazza Affari non solo da inizio anno (+44,97%), ma da almeno vent’anni a questa parte.

Il punto

Lo ha rilevato anche il quotidiano Milano Finanza, che analizzando il record sfiorato il 14 maggio scorso dal Ftse Mib (l’indice di riferimento della Borsa Italiana), a quota 50.050,27 punti (il massimo storico del listino risale al 6 marzo 2000 con 50.109 punti), ha stilato un elenco dei dieci titoli che dall’inizio secolo hanno reso come minimo il 616%.

Il primo posto di questa speciale classifica è occupato dalla Recordati (gruppo farmaceutico con sede nel capoluogo lombardo) che in poco più di ventisei anni ha guadagnato sul mercato azionario italiano il 3.687,9%. Un rendimento, che tenuto conto dei dividendi distribuiti ai soci, balza addirittura al 4.686,5%. Lo stesso discorso vale anche per il titolo Cembre, secondo in graduatoria che dai primi di marzo del Duemila a giovedì 14 maggio 2026 ha osservato una crescita del 3.203,8%, arrivando perfino a +3.667% al «lordo» dei dividendi.

Investimenti e futuro

«Con lo sbarco in Borsa nel 1997 mio padre Carlo Rosani presentò il titolo come un buon investimento nel medio lungo periodo e così è stato – commenta il presidente di Cembre –. Dopo anni di crescita costante dal punto di vista industriale, il nostro gruppo è diventato ancora più competitivo e forte, grazie agli investimenti effettuati sia in risorse umane sia in macchinari. Oggi ci sentiamo pronti a cogliere la crescita nell’elettrificazione e nei data center grazie al più grande impianto produttivo di capicorda in Europa, che siamo fieri di aver realizzato a Brescia».

L’azienda

Cembre, oltre a essere nota per i suoi connettori elettrici e accessori per cavo, è tra i principali produttori mondiali di utensili (meccanici, pneumatici e oleodinamici) per l’installazione di connettori e per la tranciatura di cavi. I prodotti sviluppati per la connessione alla rotaia e per altre applicazioni ferroviarie sono stati adottati dalle principali società del settore in tutto il mondo. Nel tempo, come evidenziava Giovanna Rosani, il gruppo di via Serenissima ha saputo conquistare questi primati grazie alla ricerca continua di prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo, alla gamma di prodotti vasta e completa, ad una rete distributiva capillare ed estesa in Italia all’estero.

Fondata a Brescia nel 1969, Cembre è così diventata una realtà internazionale. Alla capogruppo fanno riferimento otto società controllate: sette commerciali con sede in Germania, Francia, Spagna, Stati Uniti, Cina, Paesi Bassi e Irlanda, e una produttiva a Birmingham, nel Regno Unito, per un totale di 987 dipendenti.

Lo scorso 29 aprile, i soci del gruppo bresciano hanno approvato il bilancio 2025, chiuso con un aumento del fatturato (+6,3% rispetto all’esercizio precedente), superando i 244 milioni di euro, e un utile netto di 46,6 milioni (+9,5%). Non solo. L’assemblea di Cembre in quell’occasione ha anche deliberato la distribuzione di un dividendo pari a 2,06 euro per azione, in crescita rispetto all’1,88 euro dell’anno prima. La data di pagamento è fissata per domani.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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