Imprese

Scontro Ruger-Beretta, il gruppo italiano: «Vogliono solo screditarci»

Pesanti accuse del produttore di armi Usa a Beretta Holding. Il presidente Pietro Gussalli Beretta risponde: «Il nostro obiettivo è un investimento di minoranza strategico a beneficio di tutti gli azionisti»
Beretta Holding: lo storico gruppo armiero compie 500 anni
Beretta Holding: lo storico gruppo armiero compie 500 anni
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C’è chi parla di scontro frontale; chi semplicemente di «schermaglie» in vista dell’assemblea di maggio. Ma nel mondo della finanza tiene banco la presa di posizione di Sturm Ruger - storica azienda statunitense produttrice di armi con sede a Southport - tornata ad accusare Beretta Holding di voler ottenere il controllo della società attraverso «acquisti di azioni a sconto e diritti di governance eccessivi», aprendo uno scontro tra i due produttori di armi. Il gruppo guidato da Pietro Gussalli Beretta lo scorso ottobre è diventato primo azionista dello storico produttore d’armi Usa, col 9,95% del capitale e intende nominare 4 candidati per il cda di Ruger all’assemblea degli azionisti di fine maggio.

La posizione della società americana

Secondo Ruger, il gruppo italiano avrebbe cercato di acquistare azioni con uno sconto del 15% in un collocamento privato, così da portare la propria quota a circa il 25%, «diluendo gli azionisti esistenti». La società Usa ricorda che Beretta Holding aveva reso nota la partecipazione lo scorso 22 settembre, affermando di non avere «alcuna intenzione attuale» di prendere il controllo del gruppo. Nelle settimane successive, secondo la società americana, «i rappresentanti della Ruger hanno contattato Beretta più volte», chiedendo «di sospendere l’accumulo di azioni in attesa di discussioni».

Secondo Ruger, Beretta Holding avrebbe inizialmente rifiutato il confronto, accettando poi un incontro a dicembre, «a seguito delle pressioni del presidente di Ruger». In quell’occasione, il presidente di Beretta Holding avrebbe indicato un piano di lungo periodo per combinare le due società, senza però presentare una «proposta formale» e precisando di non essere interessato a mantenere «lo status quo».

La risposta dall’Italia

Immediata la risposta di Beretta Holding che si dice «delusa che Ruger abbia scelto di violare in modo grave i propri obblighi contrattuali previsti dall’Accordo di Riservatezza con noi e di condividere discussioni confidenziali in un tentativo subdolo e distorto di screditare Beretta Holding».

Beretta Holding, Pietro Gussalli Beretta
Beretta Holding, Pietro Gussalli Beretta

Il gruppo guidato da Pietro Gussalli Beretta spiega in una nota gli obiettivi dell’investimento in Ruger, ovvero non il «controllo» di Ruger, ma «un investimento di minoranza strategico a condizioni di mercato a beneficio di tutti gli azionisti». «I tentativi di Ruger di suggerire potenziali problemi normativi e di sicurezza nazionale sono palesi tattiche intimidatorie volte a distogliere l'attenzione dai fallimenti di supervisione del Cda».

«Resta l'impegno - conclude il gruppo guidato da Gussalli Beretta - a raggiungere una soluzione costruttiva che aiuti a invertire la persistente sottoperformance, sottolineata dai deludenti risultati annuali della società».

Beretta Holding, primo azionista Ruger, nelle scorse settimane ha presentato una lista di minoranza composta da candidati esperti che corrono come amministratori indipendenti. «In nessun momento abbiamo suggerito di nominare il nostro Ceo nel Cda di Ruger - precisa Beretta Holding -. Qualsiasi illazione di azioni in violazione delle norme o dei regolamenti vigenti è semplicemente falsa». «Il nostro obiettivo primario è ripristinare il corretto allineamento e rafforzare la supervisione, affinché Ruger possa massimizzare il valore a lungo termine per azionisti, dipendenti e clienti».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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