Bresciangrana, i sindacati: «Il bando per l’affitto ponte è irricevibile»

Preoccupazioni di Fai, Flai e Uila per il futuro dei 66 lavoratori. Bandiere rimosse dal sito
Flavio Archetti
I lavoratori di Bresciangrana davanti allo stabilimento - © www.giornaledibrescia.it
I lavoratori di Bresciangrana davanti allo stabilimento - © www.giornaledibrescia.it

Dopo la decisione del Tribunale di Brescia che non ha concesso alla società Bresciangrana la proroga dello scudo patrimoniale (scaduto il 30 settembre) a copertura di pignoramenti e ingiunzioni durante il lavoro di presentazione del piano di ristrutturazione, ieri l’attenzione si è spostata sul sito produttivo di Cignano di Offlaga dove i vertici aziendali hanno incontrato le organizzazioni sindacali e presentato il bando per un «affitto ponte» dell’azienda, operazione destinata a precedere la sua cessione.

Via lo scudo

Il bando per l’affitto è stato pubblicato ieri, in costanza di procedura, a miglior tutela di fornitori e clienti. Nonostante la mancata proroga dello scudo patrimoniale l’azienda ritiene di aver fatto passi in avanti per il recupero dell’attività e il risanamento finanziario, e entro fine ottobre presenterà al Tribunale il piano di concordato preventivo. Ancora secondo i vertici di Bresciangrana, le prospettive di rilancio oggi ci sarebbero e passerebbero dalle manifestazioni d’interesse per rilevare l’azienda, avanzate da due cordate di imprenditori italiani del settore.

A preoccupare e rendere incerto il futuro però sono sia lo stop al lavoro di produzione del Grana Padano, causato da problemi al depuratore riparabili in non meno di qualche settimana, sia la mancanza di garanzie sulla situazione dei 66 lavoratori.

I sindacati

Per le segreteria sindacali bresciane di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila, che ieri sera hanno diramato un comunicato unitario, «Il bando per l’affitto presentato dall’azienda non offre certezze concrete su tre asset imprescindibili. Innanzitutto la continuità produttiva e industriale del sito di Cignano, priva di un orizzonte chiaro e di vincoli solidi per il soggetto subentrante».

«Poi la piena tenuta occupazionale, su cui il testo lascia scoperte le tutele sul mantenimento dei livelli di organico attuali. E infine le garanzie sul rispetto delle norme contrattuali, dei diritti acquisiti e dei trattamenti economici e normativi per i lavoratori, destinati a confluire in una nuova gestione legata all’affitto ponte».

Nell’ordine del giorno si è discusso anche delle ricadute legate alla mancata proroga della procedura ex articolo 44, il Codice della crisi d’impresa. Ancora nel comunicato, i sindacati hanno precisato di non essere disponibili ad avallare operazioni tecnicamente fragili, in cui il rischio d’impresa ricade unicamente sui dipendenti.

L’assemblea

Al termine dell’incontro i rappresentanti di Fai, Flai e Uila hanno tenuto un’assemblea con i lavoratori e hanno deliberato l’immediata apertura dello stato di agitazione, preannunciando per i prossimi giorni la possibilità di svolgere un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento.

A rendere il clima ancora più teso ci ha pensato nel pomeriggio chi ha deciso di rimuovere la bandiere che le organizzazioni sindacali avevano attaccato ai cancelli e alla rete del sito produttivo, un gesto considerato «uno sfregio gravissimo alle prerogative sindacali, ai principi di democrazia nei luoghi di lavoro e alle maestranze che rappresentano le tre sigle».

Cisl, Cgil e Uil avrebbero già dato mandato ai loro uffici legali di procedere con una denuncia al Tribunale del lavoro per condotta antisindacale.

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