Guerra e rincari: «Edilizia, su i prezzi dei materiali da costruzione»

Non c’è solo il costo dell’energia a pesare sull’economia bresciana. L’Associazione nazionale costruttori edili di Brescia sottolinea infatti come «siano arrivate numerose segnalazioni da parte delle imprese relative a rincari sui materiali da costruzione nel territorio bresciano». Secondo Ance servono perciò misure per arginare gli effetti delle tensioni internazionali, guerra nel Golfo in primis, sui prezzi delle materie prime.
«Ma intervenire solo su carburanti e bollette non basta, sono necessari interventi mirati anche per i materiali da costruzione non soggetti alle accise – spiega il presidente di Ance Brescia Massimo Angelo Deldossi –. Già dalla scorsa settimana, e con ulteriori aumenti registrati negli ultimi giorni, stiamo ricevendo numerose segnalazioni da parte delle nostre imprese bresciane di rincari sui principali materiali da costruzione, in particolare sui prodotti legati alla filiera petrolchimica come bitumi e conglomerati bituminosi, ma anche sull’acciaio e i costi di trasporto».
Gli aumenti
Le rilevazioni effettuate tra diversi fornitori attivi sul territorio bresciano evidenziano aumenti significativi: il cemento ha avuto segnalazioni di aumenti fino al 10%, per il bitume puro gli incrementi toccano punte del +30% e i conglomerati bituminosi (asfalti) registrano rincari che arrivano in media al 18%, mentre il gasolio segna un +25%. Incrementi, seppur più contenuti, riguardano anche altri materiali utilizzati nei cantieri, come isolanti (+5%) e manti bituminosi sintetici (+3%).
«Purtroppo gli effetti delle tensioni geopolitiche sulle materie prime stanno già incidendo in modo significativo sulla filiera delle costruzioni – continua Deldossi –. Le imprese del territorio sono impegnate in uno sforzo importante per portare avanti gli interventi programmati e per garantire la realizzazione delle opere pubbliche e private, ma l’aumento improvviso dei costi rischia di mettere sotto pressione l’equilibrio economico dei cantieri».
Ecco perché «auspichiamo l’adozione di uno strumento che consenta di sterilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi dei materiali da costruzione che risentono, direttamente o indirettamente, della crisi internazionale in atto» conclude il presidente di Ance.
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