Futura Expo 2027 scalda i motori e guarda a un domani più sostenibile
Se è vero che il futuro ci corre incontro a braccia aperte ma senza darci il tempo di abbracciarlo, Futura Expo il suo, di futuro, lo prepara con calma. E così, con ben un anno di anticipo rispetto all’avvio della prossima edizione, la quarta, in programma dal 18 al 20 aprile 2027, la kermesse ideata da Camera di Commercio di Brescia e Pro Brixia sui temi della sostenibilità e della trasformazione dei sistemi urbani, produttivi e sociali, scalda i motori e si presenta al pubblico con importanti novità.
In primis, un focus tematico distintivo: quello delle Secondary Cities, le città di medie dimensioni considerate oggi snodi strategici per la costruzione di un domani più sostenibile. Poi, non meno importante, almeno nella logica del «costruire insieme» un’alternativa non solo credibile ma anche percorribile, la creazione di un vero e proprio comitato scientifico in cui discutere dei sei paradigmi qualificanti del vivere urbano, dal lavoro all’abitare alla mobilità, passando per i consumi, l’alimentazione e la cultura.
Secondary Cities
«Grazie alla loro scala intermedia, alla maggiore capacità di adattamento e alla qualità della vita che offrono, le Secondary Cities possono diventare protagoniste di una nuova stagione dello sviluppo urbano fondata sull’equilibrio tra crescita economica, tutela dell’ambiente e benessere delle comunità», spiega Roberto Saccone, leader della Camera di Commercio di Brescia, per il quale la kermesse sarà per le imprese l’occasione per valorizzare e promuovere le soluzioni tecnologiche e i prodotti sviluppati per rispondere alle sfide della rigenerazione urbana appunto.

Una visione sposata in pieno tanto dalla prima cittadina Laura Castelletti quanto dal collega alla guida di ProBrixia, Roberto Zini. «Sappiamo di non essere una metropoli ma il fatto di essere una città di medie dimensioni è per noi un vantaggio – tira corto la sindaca –: siamo abbastanza grandi da avere massa critica e abbastanza vicini ai cittadini da poter misurare i risultati dei nostri interventi. Oggi ci sentiamo molto laboratorio anche rispetto al brand Brescia città europea ed avere i contributi di Futura per noi è particolarmente importante, nella consapevolezza che senza alleanze e gioco di squadra non si va avanti». «Abbiamo deciso di aprirci a chi può dare nuovi stimoli», rincara la dose Zini che annuncia anche il lancio di un concorso di idee per gli allestimenti di Brixia Expo, nella logica di «una città in costruzione».
Il comitato scientifico
Il neo nato comitato scientifico avrà il ruolo di creare un luogo di confronto qualificato tra imprese, istituzioni, mondo accademico, ricerca e società civile e sarà presieduto da Maurizio Tira, già rettore dell’Università di Brescia e ordinario di Urban Planning, che definisce Brescia come «una candidata ideale» per il dibattito sulle città di medie dimensioni.
Con lui siederanno nel comitato e metteranno a disposizione le loro competenze Carlos Moreno, noto per i suoi studi sulla città di prossimità; l’ad di A2A, Renato Mazzoncini, esperto anche di temi quali la mobilità e le infrastrutture; il dg aggiunto della Fao, Maurizio Martina; il docente del Politecnico Carlo Ratti, tra i maggiori esperti di innovazione urbana e città data-driven; l’imprenditrice Marina Salamon (Altana e Alchimia spa) e Francesca Bazoli, presidente di Fondazione Brescia Musei.
«Oggi il disorientamento è tanto, ed avere piani di lungo respiro serve a guardare il futuro con maggiore serenità», affonda Mazzoncini mentre Salamon invita a «ragionare oltre il presente» bypassando la logica di Brescia come città «solo» manifatturiera e Bazoli aggiunge: «In Italia il turismo è una risorsa industriale che va valorizzata, non considerata di serie B».
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