Nell’ambito del welfare aziendale, oltre ai premi di risultato, rientrano anche i «fringe benefit», beni o servizi che il datore concede ai propri dipendenti e che concorrono alla formazione del reddito del lavoratore, in aggiunta allo stipendio.
Tra questi, per fare qualche esempio, sono compresi l’auto aziendale, buoni e gift card (come ad esempio i voucher per il carburante), alloggi concessi dall'azienda, telefoni, computer o altri beni dati al dipendente per uso personale. E, in alcuni casi, anche spese legate alla casa (se si tratta di quella principale) come l’affitto, le utenze e gli interessi sul mutuo.
Come funzionano
In generale, l’accesso a questo tipo di bonus, come nel caso dei premi di risultato, varia a seconda delle politiche aziendali e del contratto collettivo e non sono quindi uguali in ogni impresa. Inoltre, va specificato che, nella maggior parte dei casi, non sono considerati fringe benefit i buoni pasto, che hanno soglie di esenzione specifiche.
La tassazione
Anche i fringe benefit entro una certa soglia godono di una tassazione agevolata. Secondo quanto stabilito dalla legge di Bilancio 2025, quest’anno e nel 2027 questa soglia è stabilita a mille euro, sotto i quali quindi non si pagano tasse e contributi sui fringe benefit: limite che sale a 2mila euro nel caso si abbiano figli a carico (sono considerati tali i figli fino a 24 anni di età con reddito annuale complessivo non superiore a 2.840,51 euro). La presenza di figli a carico va però comunicata al datore di lavoro, fornendo all’azienda il codice fiscale dei figli.
Fine del bonus per i neoassunti
Una novità di quest’anno, infine, è l’eliminazione dell’esenzione sui fringe benefit pensata appositamente per i neoassunti, introdotta nel 2025: chi, per ragioni legate a un nuovo impiego, andava a vivere ad almeno 100 chilometri di distanza da dove lavorava, poteva usufruire di fringe benefit esentasse fino a 5mila euro. Non essendo stata rinnovata, questa possibilità continuerà a valere solo per gli assunti nel 2025 (dal momento che la norma ha durata di due anni).




