Economia

Federacciai, Gozzi: «Avanti tutta sul Ponte, è un volano di crescita»

In un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore il presidente della Federazione imprese siderurgiche italiane ha parlato anche dell’acciaio necessario per l’opera
Un frame tratto da un video del rendering del Ponte sullo Stretto di Messina - Ansa © www.giornaledibrescia.it
Un frame tratto da un video del rendering del Ponte sullo Stretto di Messina - Ansa © www.giornaledibrescia.it
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«In questo momento l’Italia ha bisogno di sostenere la crescita. È stato fatto un grande lavoro sui conti pubblici, c’è stato un miglioramento del rating del Paese e l’effetto positivo si avverte anche sulle imprese. Ma il tema della crescita resta: le percentuali basse dipendono più dalle difficoltà dell’export che dalla domanda interna, visto che i consumi hanno registrato un lieve aumento». A dirlo, in un’intervista a Il Sole 24 Ore, è il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi.

Federacciai, Antonio Gozzi - © www.giornaledibrescia.it
Federacciai, Antonio Gozzi - © www.giornaledibrescia.it

«La costruzione del Ponte sullo Stretto – aggiunge – con un investimento stimato tra i 13 e i 14 miliardi, si inserisce nella strategia keynesiana di sostegno alla domanda interna attraverso gli investimenti in opere pubbliche. È un progetto Paese che non ha solo un valore simbolico, perché mostra al mondo le capacità industriali e ingegneristiche italiane, ma produce effetti concreti sull’economia reale, attivando investimenti e occupazione».

«La mia riflessione – prosegue – è che gli organi dello Stato debbano operare secondo un principio di leale collaborazione con il governo su progetti strategici che riguardano il Paese. Ritengo che i rilievi della Corte dei Conti possano essere superati attraverso un rapporto di dialogo e collaborazione. Fanno bene il governo e il ministro delle Infrastrutture ad andare avanti: si tratta di un volano di crescita importante per l’Italia, in un momento in cui il Pnrr si sta esaurendo, e di un progetto con una forte valenza simbolica per riportare al centro dell’attenzione internazionale il nostro Paese, il suo manifatturiero, le sue capacità ingegneristiche e di leadership nelle costruzioni. È un’infrastruttura di cui parlerà tutto il mondo».

Riguardo ai materiali, Gozzi chiarisce anche il tema dell’acciaio necessario per l’opera. «Per il Ponte serviranno 400-500 mila tonnellate di acciaio, oltre a quello necessario per le opere di supporto. Ma l’Italia è perfettamente in grado di sostenere questa domanda: produciamo 20 milioni di tonnellate di acciaio, per l’80% green. In questo contesto si potrebbe persino rilanciare il treno lamiere dell’ex Ilva di Taranto».

E conclude: «Sono incomprensibili le divisioni politiche e ideologiche su progetti strategici e grandi opere che riguardano la crescita e la visione del futuro dell’Italia. È una narrazione strumentale, sollevata da chi rema contro. Invece, ripeto: avanti tutta».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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