Economia

Energia e carburanti più cari, commercio e turismo sotto pressione

A lanciare l’allarme è Confesercenti Lombardia Orientale, che parla di una nuova fase di rincari destinata a incidere direttamente sulla sostenibilità economica delle attività locali
Il rincaro dell'energia pesa anche sui settori del turismo e del commercio © www.giornaledibrescia.it
Il rincaro dell'energia pesa anche sui settori del turismo e del commercio © www.giornaledibrescia.it
AA

L’ennesima impennata dei prezzi di energia e carburanti torna a pesare sui conti delle imprese del commercio e del turismo bresciano. A lanciare l’allarme è Confesercenti Lombardia Orientale, che parla di una nuova fase di rincari destinata a incidere direttamente sulla sostenibilità economica delle attività locali.

Secondo le elaborazioni dell’associazione, nelle ultime settimane i prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica sono cresciuti di circa il 24%, mentre quelli del gas hanno registrato incrementi vicini al 33%. Un trend che, se dovesse consolidarsi, rischierebbe di tradursi già nel corso del 2026 in un aggravio significativo per il sistema delle piccole e medie imprese del terziario. A livello nazionale, la stima è di un aumento complessivo dei costi pari a circa 900 milioni di euro rispetto all’anno precedente.

Margini sotto pressione

Nel territorio bresciano, dove commercio di prossimità, ristorazione e strutture ricettive rappresentano una componente rilevante del tessuto economico, il rincaro delle bollette si traduce in una compressione immediata dei margini. Le stime indicano un incremento medio annuo attorno ai 1.500 euro per impresa, con punte più elevate per le attività più energivore: gli alberghi di medie dimensioni potrebbero arrivare a sostenere rincari superiori ai 2.700 euro, i ristoranti circa 1.800 euro e i bar oltre i 1.000 euro. Anche il commercio al dettaglio, pur con valori più contenuti, risente comunque in modo sensibile dell’aumento dei costi energetici.

A questo scenario si aggiunge il nuovo rialzo dei carburanti, in particolare del diesel, che incide direttamente sui costi di trasporto e approvvigionamento. Un effetto a cascata che coinvolge l’intera filiera commerciale e turistica, aumentando la pressione sui conti delle imprese.

Domanda più debole e competitività a rischio

La crescita dei costi di gestione si accompagna inoltre alla contrazione del potere d’acquisto delle famiglie. Bollette domestiche e carburanti più cari riducono infatti la capacità di spesa dei consumatori, con conseguenze dirette sui ricavi delle attività locali. Si configura così una doppia criticità: da un lato l’aumento delle uscite, dall’altro una domanda potenzialmente più debole.

Un elemento che si inserisce in un contesto già complesso, segnato dal divario dei costi energetici rispetto ad altri Paesi europei. Una condizione che continua a penalizzare la competitività delle imprese italiane, in particolare nel comparto turistico, dove energia e mobilità rappresentano voci di spesa sempre più rilevanti.

Le richieste: interventi strutturali

Di fronte a questo quadro, Confesercenti sollecita misure urgenti e di medio periodo. Tra le priorità indicate figurano interventi sugli oneri di sistema, strumenti emergenziali per contenere i costi energetici e politiche orientate alla stabilizzazione dei prezzi. Allo stesso tempo viene evidenziata la necessità di facilitare l’accesso delle piccole e medie imprese a forniture energetiche più competitive e sostenibili.

Sul fronte dei carburanti, viene giudicato positivamente il taglio delle accise deciso dal Governo, purché il costo della misura non ricada sui gestori degli impianti, già alle prese con margini ridotti. L’associazione ribadisce inoltre l’urgenza di sbloccare la riforma del settore, considerata fondamentale per garantire maggiore trasparenza e un funzionamento più efficiente del mercato.

Il timore, in assenza di interventi rapidi, è quello di una progressiva erosione della capacità di investimento delle imprese, con possibili ricadute su occupazione e vitalità dei centri urbani. Energia e carburanti, sottolinea l’associazione, rappresentano ormai costi strutturali che non possono essere assorbiti a lungo senza conseguenze sulla tenuta dell’economia locale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Economia & Lavoro

Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...