All’inizio fu Talent Garden. Prima ancora che il coworking diventasse una parola familiare, prima che il lavoro ibrido entrasse nel nostro vocabolario quotidiano e che liberi professionisti, startupper e nomadi digitali cominciassero a cercare scrivanie flessibili, sale riunioni in condivisione e luoghi in cui fare rete, Brescia aveva già visto nascere un esperimento destinato a fare scuola. Era il 2011, infatti, quando in via Cipro aprì quello che sarebbe stato ricordato come uno dei primi spazi di coworking in Italia e che è poi rimasto iconico nell’immaginario cittadino, con il biliardino e i mobili in cartone riciclato.
Quello spazio oggi non esiste più. La sede bresciana di Talent Garden ha infatti chiuso i battenti alla fine del 2022. Ma il suo seme è rimasto (così come l’azienda, che ha ancora numerose sedi e che recentemente ha anche siglato un accordo con la Silicon Valley cinese).
Perché se nel frattempo il modello si è trasformato, perdendo forse un po’ dell’aura pionieristica degli inizi, l’esigenza da cui nasceva è diventata sempre più attuale. Lavorare non significa più, necessariamente, occupare ogni giorno la stessa scrivania nello stesso ufficio. E il coworking da intuizione di nicchia è diventato una risposta concreta a bisogni molto diversi: flessibilità, relazione, contenimento dei costi, servizi condivisi, possibilità di ricevere clienti in uno spazio professionale e, non da ultimo, il desiderio di uscire dall’isolamento del lavoro da casa.
Così, anche a Brescia e provincia, sono nati e cresciuti spazi analoghi, ciascuno con una propria identità: alcuni più orientati al business, altri alla creatività. Non semplici uffici in affitto, ma luoghi in cui la scrivania è spesso solo il punto di partenza. Intorno ci sono sale riunioni, eventi, workshop, consulenze, occasioni di networking e la possibilità, non scontata, di incontrare altre competenze mentre si lavora.
Coworking a vocazione professionale
Sulla dimensione più professionale costruiscono la propria proposta diversi spazi cittadini. È il caso di Ciceroom, in via XX Settembre, coworking che affianca alle postazioni di lavoro anche corsi rivolti ad avvocati, commercialisti, manager e consulenti. Proprio in via Cipro, nella stessa zona da cui era partita l’esperienza bresciana di Talent Garden, si trova invece Cowave Space, che unisce coworking e organizzazione di eventi aziendali e fieristici. In via Fratelli Ugoni 36, all’interno di Palazzo Skyline 18, c’è Regus, parte di una rete globale dedicata a spazi di lavoro flessibili per singoli professionisti e team aziendali. In via Malta si trova invece Cowo, rete nata a Milano nel 2008, ufficialmente la prima in Italia a intuire le potenzialità dell’ufficio condiviso e ad aprirne uno. A Sant’Eufemia, in via Cossa, c’è invece B Office.

Coworking creativi e formativi
Accanto alla vocazione più business, esiste poi una geografia di spazi maggiormente orientati alla creatività, alla formazione e alla dimensione laboratoriale. A Campo Marte, il locale OH! Ficomaeco propone un coworking «nel verde», per lavorare o studiare in un ambiente tranquillo, lontano dal caos di uffici e bar affollati. In via Angela Contini, Boheme Creative Studio mette a disposizione spazi curati come supporto concreto alla creatività. In via Pace, Spazio H.Vox - Scuola di Teatro affianca alla propria attività una sala dedicata al coworking, pensata per chi cerca un luogo raccolto e silenzioso.
Spazi creativi in provincia
Ma la mappa dei coworking creativi da tenere d’occhio si allarga anche alla provincia. A Gavardo Fornace Lab si presenta come luogo di condivisione, dove incontrare altri giovani professionisti e scambiare idee, progetti e consigli. A Lonato del Garda, Digital Thinker, agenzia creativa digitale, offre un ambiente stimolante e funzionale per professionisti, aziende e creativi. A Castenedolo, infine, The Crew Studio intreccia nei suoi spazi coworking, eventi, workshop e anche uno studio fotografico.



