Il sovraindebitamento non riguarda solo le imprese, anzi. I numeri bresciani parlano di un fenomeno in crescita anche per privati cittadini, famiglie, lavoratori autonomi e piccole aziende, realtà anche molto diverse tra loro ma talvolta accomunate dalla difficoltà di sostenere un livello di indebitamento diventato eccessivo. Se, nel 2023, le procedure depositare presso l’Organismo di composizione della crisi (Occ) di via Marsala erano 169, nel 2024 sono diventate 228 e nel 2025 sono scese a 198, per un totale di quasi 600 procedure depositate nel triennio, di cui quasi 400 giunte alla validazione del giudice.
«Siamo l’Organismo di composizione della crisi nato per primo e con i numeri più importanti in Lombardia dopo Milano», spiega Graziella Canditti, referente per l’Occ di Brescia, che indugia sull’importanza del lavoro svolto dall’organismo e sulla possibilità di uscire da situazioni debitore complesse agendo con tempestività.
Sotto la lente
Tra coloro che si rivolgono all’Occ c’è un po’ di tutto, tante situazioni «di vita reale» che oggi, in un momento economicamente più complicato di altri, possono condurre a circostanze di precarietà e stress. «Si va dall’operaio che è stato costretto ad andare in cassa integrazione e non riesce più a pagare il mutuo ai lavoratori dipendenti che hanno perso il posto, passando per le piccole imprese ed i lavoratori autonomi in difficoltà economica per aver investito in un macchinario o una tecnologia sino a persone che hanno contratto debiti in conseguenza di una dipendenza dal gioco d’azzardo o donne vittime di violenza che sono state ridotte in condizioni di fragilità economica», prosegue Canditti che chiarisce come la casistica possa essere ricondotta a quattro tipi di soluzioni: la ristrutturazione del debito del consumatore, il concordato minore (riservato a partite Iva o piccole imprese), la liquidazione controllata (una sorta di «mini fallimento» della durata di 36 mesi) e l’esdebitazione per incapiente, che subentra nel momento in cui non ho nulla da offrire ai debitori ma posso dimostrare di «meritarmelo».

In tutti i casi, la tempestività è indispensabile, e se anche non sempre si riesce ad arrivare all’esdebitamento (su quello, a decidere è il giudice) procedere in tempi brevi è fondamentale per una gestione ordinata del debito. «Più attendo a rivolgermi all’Occ più tendo a peggiorare la mia situazione – rincara Canditti –:trascinare nel tempo l’indebitamento comporta per l’indebitato la possibilità di cadere in comportamenti colpevoli anche se in buona fede, tipo chiedere un nuovo finanziamento per pagare un debitore e continuare a indebitarsi, o diventare preda di creditori che aggrediscono per primi il patrimonio, privando il debitore di quella quota base che potrebbe essere di interesse per tutti».
Come muoversi
Per questo consiglia: «Se si è in una situazione debitoria, la prima cosa da fare è prendere appuntamento in un Occ come quello dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di via Marsala (030/3752348 o occ@odcec.bs.it): forniamo informazioni e modulistica gratuitamente, e diamo un orientamento. Non tutti i debiti sono cancellabili, ad esempio quelli derivanti da sanzioni amministrative non pagate, ma se si può procedere noi ci occupiamo di redigere protocollare e depositare la pratica, nominare un gestore (ne abbiamo circa 170 iscritti) e fissare una preanalisi per stabilire il percorso da intraprendere. Per fare la domanda, peraltro, il sovraindebitato può agire in autonomia».
Poi conclude: «Attenzione alle presunte agenzie che vi chiedono soldi anche solo per analizzare le carte: il passaggio attraverso l’OCC è obbligatorio per legge, e noi siamo tra gli organismi autorizzati a svolgere questo tipo di attività».



