È un’intesa accolta con favore, ma non priva di criticità quella raggiunta tra Stati Uniti e Unione Europea sui dazi. Coldiretti sottolinea come l’accordo, che prevede dazi al 15%, sia «sicuramente migliorativo» rispetto all’ipotesi iniziale del 30%, che avrebbe potuto causare danni fino a 2,3 miliardi di euro ai consumatori americani e al Made in Italy agroalimentare.
A intervenire è il presidente nazionale Ettore Prandini, che avverte: «Il nuovo assetto tariffario avrà impatti differenziati tra i settori e deve essere accompagnato da compensazioni europee per le filiere penalizzate, anche alla luce della svalutazione del dollaro. È fondamentale attendere i dettagli dell’accordo, in particolare la lista dei prodotti agroalimentari a dazio zero, su cui auspichiamo un impegno della Commissione Ue per includere anche il vino, altrimenti fortemente penalizzato».



