La cerimonia ufficiale (una mostra all’European centre di Atene) si farà a novembre. Ma i nomi dei vincitori dell’«Europe 40 Under 40», il premio annuale promosso dall’European Centre for Architecture Art Design and Urban Studies e dal Chicago Athenaeum Museum of Architecture and Design per rendere merito ai 40 migliori architetti e designer europei under 40, ci sono già. Tra questi Matteo Defendini di Dello.
«Sono molto emozionato e felice di essere stato inserito in questa lista - dice Matteo -. Non mi sarei mai aspettato un premio così importante a soli 30 anni. Sono uno dei più giovani premiati, nonché il più giovane italiano dei 4 selezionati. Tutto ciò mi rende ancora più orgoglioso di rappresentare il mio Paese. Non vedo l’ora di incontrare i colleghi di altri Paesi europei in un ambiente internazionale che, per me, è fonte di confronto, apprendimento e motivazione».

Il progetto che gli ha consentito di vincere il premio «riguarda un complesso scolastico in Tanzania, formato da una scuola, un dormitorio e alcuni alloggi per i professori. Un lavoro non facile da sviluppare: per le difficili condizioni geografiche e climatiche del sito, ma anche per la scarsità dei materiali da costruzione locali. Problemi che abbiamo convertito in strumenti per dar vita a un progetto ben integrato nella realtà locale e allo stesso tempo avveniristico e sostenibile. Emblema del campus è la scuola per 350 bambini, immersa in un vasto campo di girasoli. A livello planimetrico, gli ambienti sono organizzati in 24 cupole (i petali) disposte radialmente intorno ad un portico (corolla esterna) e al patio centrale (corolla interna). Ci sono strutture autoportanti realizzate col materiale locale, la terra compattata in mattoni e cotta».
Studi in Svizzera e Francia, esperienze in Australia, Africa e America Latina, riconoscimenti internazionali: tutto questo a soli 30 anni. «Se i miei sogni futuri dovessero concretizzarsi, oltre a quello di Dello, la mia base operativa, non escludo la possibilità di aprire studi di progettazione anche in altre città o in altri Paesi. Per ora si tratta solo di fantasia».



