Nonostante un contesto economico globale segnato dall’incertezza, il sistema imprenditoriale bresciano conferma la propria solidità. Secondo l’ultimo report trimestrale Movimprese, diffuso dalla Camera di Commercio di Brescia sui dati del Registro delle Imprese, tra aprile e giugno 2026 la provincia ha registrato 1.778 nuove iscrizioni, in netto aumento rispetto alle 1.637 dello stesso periodo dell’anno precedente. Parallelamente sono salite anche le cessazioni, passate da 889 a 1.025 unità, portando comunque il bilancio trimestrale a un saldo ampiamente positivo di 753 nuove attività.
Con questa spinta, le imprese complessivamente iscritte salgono a quota 117.146. Il tasso di crescita trimestrale si attesta allo +0,65%, una performance superiore non solo alla media della Lombardia (+0,58%) e al dato di Milano (+0,57%), ma anche al parametro nazionale (+0,56%).
I dati testimoniano la capacità di tenuta del territorio e accelerano un cambio di pelle ormai evidente: la progressiva terziarizzazione dell’economia locale. Mentre soffrono i comparti tradizionali come la manifattura, l’agricoltura e il commercio, si assiste a una crescita costante dei servizi avanzati, delle attività professionali, scientifiche, finanziarie e del comparto delle costruzioni, trainante anche nell’ambito dell’artigianato. A questo mutamento si affianca il rafforzamento delle società di capitali, segnale di una struttura aziendale sempre più solida per affrontare i mercati globali.

«Tiene il sistema imprenditoriale bresciano»
«Il secondo trimestre del 2026 – commenta il presidente dell'Ente camerale, Roberto Saccone – testimonia, nonostante il clima economico di generale di incertezza, la tenuta sostanziale del sistema imprenditoriale bresciano, considerato che il tasso di crescita segna un + 0,65%, dato migliore sia di quello regionale che di quello nazionale. In ulteriore consolidamento il trend, in atto da tempo, che vede il calo costante delle imprese nei settori tradizionali della manifattura, del commercio e dell'agricoltura, mentre si registra la sempre più marcata terziarizzazione della nostra economia, con la crescita costante delle imprese operanti nel settore dei servizi e delle attività professionali. Continua anche la significativa crescita delle società di capitali (+ 388 unità nel trimestre), a ulteriore conferma che si va verso forme imprenditoriali sempre più strutturate e meglio in grado di affrontare le complesse sfide che la competizione globale oggi propone. Va tuttavia comunque evidenziata la maggior incidenza percentuale di imprese giovanili sul totale, sia a paragone del dato nazionale che di quello regionale. Preoccupante il calo delle start-up innovative - ancorché la tendenza sia riscontrabile a livello nazionale – che sono ora 180 (0,15% del totale) rispetto alle 229 dello scorso anno, a conferma della necessità di sviluppare sul territorio iniziative volte a supportare la nascita di attività negli ambiti dell'innovazione tecnologica e della digitalizzazione».
Demografia
Sul fronte demografico, il quadro è variegato. L’imprenditoria straniera accelera con un incremento del 3,3% su base annua, superando le 15 mila unità. Per quanto riguarda le imprese femminili e giovanili, pur registrando una lieve contrazione rispetto allo scorso anno, l'incidenza sul tessuto produttivo totale rimane più alta rispetto ai confronti regionali e nazionali.



