Le Bcc confermano il proprio ruolo di sostegno all’economia reale della Lombardia e di Brescia e chiudono i primi sei mesi dell’esercizio in corso con il vento in poppa. I risultati al 30 giugno si confermano positivi per le 26 Banche di credito cooperativo della regionale, che contano nel complesso 220mila soci, oltre 5mila dipendenti, 721 sportelli, oltre un milione di clienti e sono presenti in 515 comuni lombardi.
Dati alla mano, l’analisi delle masse intermediate parla di un rafforzamento nel posizionamento di mercato, mostrando in molti casi tendenze in media più positive rispetto a quelle dell’industria bancaria regionale. Buoni anche i dati bresciani: le Bcc presenti nella nostra provincia, con 213 sportelli in 132 Comuni (in 44 dei quali rappresentano l’unica presenza bancaria) registrano al 30 giugno 2026, rispetto ai dodici mesi precedenti, una raccolta diretta di 10,7 miliardi (+6,4% contro il +2,9% dell’industria bancaria) e 6 miliardi di euro di impieghi (+3,4% contro il +1,1%).
Sotto la lente
Particolarmente significativa è la quota di mercato degli impieghi alle piccole imprese con più di 5 e meno di 20 addetti (29%) e verso le microimprese (26,6%). Rispetto all’ambito di destinazione del credito delle imprese finanziate, la quota di mercato delle Bcc è più alta con riguardo alle attività dei servizi di turismo e ristorazione (29,3%); significative, inoltre, le quote relative all’agricoltura (27,2%) e alle attività immobiliari (25,6%) e al commercio (17,5%).
In diminuzione le sofferenze per le Bcc del territorio del 13,4% rispetto all’anno precedente. La percentuale delle sofferenze in rapporto agli impieghi (0,8%) conferma una miglior qualità del credito delle Bcc rispetto all’industria bancaria a livello provinciale (2%); dato particolarmente significativo, quello della percentuale delle sofferenze rispetto agli impieghi, in relazione al segmento dei finanziamenti alle microimprese (1,6% contro 2,7%), alle piccole imprese (1,7% contro 3,6%) e alle imprese con almeno 20 dipendenti (0,9% contro 2,6%).
Lo scenario

«La sfida, per le Bcc, è evolvere, ancora di più, da finanziatori a veri e propri mentori e partner per lo sviluppo delle Pmi, con particolare attenzione alle peculiarità e alle esigenze delle micro e delle piccole imprese», dichiara Alessandro Azzi, leader della Federazione Lombarda delle Banche di Credito Cooperativo che prosegue: «Penso, ad esempio, agli investimenti nel campo dell’efficientamento energetico, dell’automazione e dell’intelligenza artificiale (preservando la centralità dell’umano), della cyber sicurezza e della formazione del capitale umano, per accrescere solide competenze interne alle aziende. Le Bcc - conclude - supportate dalle capogruppo e dalle Federazioni locali, hanno la sensibilità, gli strumenti e l’esperienza per accompagnare le imprese nella transizione digitale e sostenibile proponendo modelli di finanza paziente e personalizzata, supportando le filiere, le reti territoriali».
I dati e gli scenari sono stati illustrati in occasione dell’annuale convegno della Federazione Lombarda delle BCC dal titolo «Custodire l’umano. La cooperazione di credito tra persona e algoritmo, dalla Rerum Novarum alla Magnifica Humanitas», in scena ieri oggi a Verona, al Teatro Filarmonico. In un contesto caratterizzato da incertezza e instabilità geopolitica e finanziaria, la due giorni rappresenta un’occasione per riflettere sul ruolo economico e sociale delle banche di prossimità, impegnate a favorire e supportare il benessere e la crescita inclusiva delle comunità locali nel tempo dell’intelligenza artificiale e dello sviluppo pervasivo delle nuove tecnologie.



