Economia

Cotonella investe in Uzbekistan per crescere nel mercato europeo

Il gruppo guidato da Marco Zannier ha avviato un nuovo stabilimento a Tashkent dove produrrà slip e capi base di intimo. L’investimento presentato a Roma in un convegno alla Camera dei deputati
A Sonico, il quartier generale di Cotonella © www.giornaledibrescia.it
A Sonico, il quartier generale di Cotonella © www.giornaledibrescia.it
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Una crescita costante ed un’accelerazione decisa sui mercati internazionali. Dopo aver messo piede negli anni scorsi in Spagna e in Germania, Cotonella, gruppo leader dell’abbigliamento intimo guidato da Marco Zannier sbarca con un nuovo stabilimento produttivo in un Paese centroasiatico, l’Uzbekistan.

Il nuovo impianto si trova a Tashkent, la capitale a Nord-Est del Paese: qui verranno prodotti principalmente slip e altri capi basici di intimo, destinati soprattutto ai mercati europei. Il sito affiancherà a quello storico di Skutari, in Albania.

Un’area strategica per il comparto

L’investimento è stato ufficialmente presentato nelle scorse settimane a Roma nel corso di un convegno che si è tenuto alla Camera dei deputati. «L’Uzbekistan è un’area particolarmente strategica per il nostro settore - spiega il presidente di Cotonella, Marco Zannier -: il Paese è tra i principali produttori mondiali di cotone, la fibra su cui si basa gran parte della nostra produzione. Oltre alla disponibilità della materia prima, abbiamo valutato positivamente la qualità della filiera locale, la continuità degli approvvigionamenti ed un quadro geopolitico relativamente stabile. Tutti fattori che rendono l’area adatta a sostenere un investimento industriale di lungo periodo».

Il presidente di Cotonella, Marco Zannier
Il presidente di Cotonella, Marco Zannier

Il nuovo stabilimento, di proprietà, è già in funzione. «Il nostro primo contatto con l’Uzbekistan è avvenuto attraverso l’approvvigionamento di cotone e la collaborazione con fornitori locali - spiega il presidente -; nel tempo abbiamo riconosciuto nel Paese un potenziale più ampio, fino alla decisione di sviluppare una presenza industriale diretta».

Cotonella apripista nel settore

Ancora una volta la famiglia Zannier fa da apripista nelle strategie di sviluppo del settore. Lo era stato negli anni Novanta quando a causa del vertiginoso aumento del costo della manodopera in Italia, il fondatore Maurizio Zannier fu tra i primi a delocalizzare le produzioni nei Paesi dell’Est.

«Siamo i primi ad avviare investimenti in Uzbekistan, credo la nostra presenza potrebbe aiutare operatori economici e rappresentanti del mondo imprenditoriale ad intraprendere percorsi di investimento ed espansione in questo Paese sempre più strategico per il Sistema-Italia».

Sotto la guida di Marco Zannier, Cotonella ha avviato un percorso per diventare un player europeo dell’abbigliamento intimo.

La strategia del presidente Zannier

«Il percorso di crescita di Cotonella si fonda su due direttrici principali: internazionalizzazione e rafforzamento organizzativo - spiega Zannier -. Spagna e Germania sono solo i primi tasselli di una presenza più strutturata nello spazio economico europeo, con ulteriori sviluppi già allo studio».

«Il mercato italiano? Resta centrale per il nostro business, grazie alla forte riconoscibilità del marchio, ma i dati di vendita ci stanno confermando che anche altri Paesi Europei valutano positivamente i nostri prodotti. Parallelamente stiamo investendo nella digitalizzazione dei processi, nell’analisi dei dati e nel potenziamento dei canali digitali, strumenti fondamentali per migliorare efficienza operativa e capacità di lettura del mercato. Dal punto di vista finanziario, prevediamo di proseguire nel percorso di crescita organica registrato negli ultimi due esercizi, con un incremento medio annuo intorno all’8%».

La Valcamonica resta il cuore di Cotonella

L’azienda nata nel Bresciano continua a mantenere un presidio in Valcamonica. «Cotonella è nata in Valcamonica. Il cuore pulsante del gruppo è qui», chiosa Zannier. Che precisa come «Sonico rappresenti una parte importante della nostra identità aziendale e dei nostri valori. Il radicamento nel territorio resta un elemento distintivo e continuerà a far parte della nostra strategia anche in futuro».

L’esercizio 2025 si è chiuso con risultati positivi, i migliori degli ultimi anni. Il fatturato ha sfiorato il 36 milioni di euro (35,9 milioni) con una crescita dell’8% rispetto al 2024 che già aveva visto un balzo di circa il 10% dei ricavi.

«Uno dei comparti più dinamici è stato quello della maglieria versatile semi-esternabile, categoria sempre più apprezzata per la sua versatilità – spiega Zannier –. In particolare hanno ottenuto ottimi risultati le maglie in modal e cashmere, che durante l’ultima stagione invernale hanno registrato performance molto positive sia nelle vendite al negoziante, sia nelle vendite al cliente finale. Siamo riusciti a offrire un prodotto di qualità elevata mantenendo un posizionamento prezzo competitivo grazie a un lavoro di efficientamento della filiera e il mercato ci ha premiati e i numeri ci confermano che continua a darci fiducia anche per il 2026».

Il nuovo piano industriale punta su innovazione di prodotto e consolidamento dei canali distributivi, con particolare riferimento a quelli internazionali. Ma come sta cambianto il mercato dell’intimo? «C’è un ritorno alle fibre naturali e una crescente attenzione alla sostenibilità e qualità. L’intimo è un prodotto intrinsecamente stabile nel tempo da un punto di vista funzionale e di struttura. L’innovazione risiede principalmente nella ricerca di nuove fibre, più performanti e sostenibili, senza dimenticare l’importanza della durata nel tempo e della sua comodità».

Il marchio Cotonella è leader in Italia ed ora vuole conquistare la fiducia in Europa: «Il brand Cotonella è il nostro primo asset e la strategia multicanale resta uno dei pilastri fondamentali del nostro successo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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