Economia

Il ruolo dell’Europa al centro dell’assemblea di Confindustria Brescia

A l Teatro Dis_play parlano il presidente Streparava e il pair ruolo nazionale Orsini, con Maurizio Molinari e Veronica De Romanis
Economia Brescia Brixia Forum l’Assemblea Generale 2026 “Europa: se non ora, quando?” nella foto Paolo Streparava  27/05/2026 nella foto nicoli@newreporter
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L'assemblea generale 2026 di Confindustria Brescia - Economia Brescia Brixia Forum l’Assemblea Generale 2026 “Europa: se non ora, quando?” nella foto Paolo Streparava 27/05/2026 nella foto nicoli@newreporter

«Europa: se non ora, quando»? È attorno a questa domanda, insieme economica e politica, che si sviluppa l’Assemblea generale 2026 di Confindustria Brescia al Teatro Dis_play-Brixia Forum di Brescia, in via Caprera 5.

Il tema scelto per l’appuntamento mette al centro il ruolo del Vecchio continente in una fase storica segnata da tensioni geopolitiche, transizioni industriali, sfide energetiche e nuove competizioni globali. Per il sistema produttivo bresciano, fortemente manifatturiero e proiettato sui mercati internazionali, la questione europea non è soltanto istituzionale: riguarda da vicino competitività, autonomia strategica, innovazione, regole comuni e capacità di investimento.

L’assemblea è articolata in due momenti distinti. La sessione privata, riservata esclusivamente agli associati, si è tenuta alle 14.30. Quella pubblica invece, aperta anche a ospiti esterni, è cominciata alle 16.30. Ad aprire i lavori ci ha pensato Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia. La sessione pubblica vede poi la partecipazione di esponenti del mondo economico, accademico e dell’informazione: Maurizio Molinari, giornalista e saggista; Veronica De Romanis, docente di Economia europea alla Luiss e alla Stanford University; ed Emanuele Orsini, presidente nazionale di Confindustria. Il confronto è moderato da Debora Rosciani, giornalista di Radio24.

Streparava

«Il mondo è frantumato, non siamo davanti a una turbolenza passeggera ma a una rottura profonda che cambia le regole della competizione», ha detto Paolo Streparava, secondo cui «l’industria lo ha capito prima di altri. Certo non è finito il commercio e non è finita la collaborazione, ma non possiamo più pensare che apertura dei mercati e interdipendenza bastino a garantire ordine e sviluppo. Senza industria la crescita non arriva».

Il presidente di Confindustria Brescia ha evidenziato il ritardo europeo rispetto ad altri contesti globali: «Mentre l’Europa temporeggia altri investono, mentre l’Europa discute altri occupano i nostri mercati. È giusto discutere e analizzare, valutare possibili strumenti, ma gli strumenti servono solo se diventano realtà operativa».

Tra i principali banchi di prova indicati figurano «l’energia», la burocrazia – i cui tempi «non sono quelli dell’industria» –, l’automotive, le materie prime e il capitale. «Se vogliamo campioni europei servono mercati di capitali», ha aggiunto. «Non possiamo permetterci di aspettare ancora. L’Europa ha una forza reale: la sua industria», ha concluso.

Le parole di Orsini

«È necessario che l’Europa cambi passo, strada e marcia» ha detto Orsini. «In un momento come questo – ha aggiunto – in cui Stati Uniti e Cina stanno giocando la partita e noi stiamo facendo solo gli arbitri con il fischietto, mettendo regole e burocrazia, c’è bisogno di snellire i processi e di un’Europa che faccia progressi nelle politiche industriali dei Paesi».

Orsini ha quindi indicato alcuni dei temi che, secondo Confindustria, richiedono interventi urgenti: «Oggi non ci siamo sulla politica energetica, sul mercato dei capitali e sulla difesa unica. Serve che l’Europa cambi passo e semplifichi per far correre le nostre imprese». Infine, il presidente di Confindustria ha rivendicato una posizione europeista: «Critichiamo l’Europa perché le vogliamo bene e lo diciamo da europeisti convinti».

Ha quindi aggiunto: «Io credo che solo il dialogo premi, non solo con le opposizioni, ma anche con il Governo stesso. Noi facciamo politica industriale, non facciamo politica». Facendo alcuni esempi di dialogo costruttivo, Orsini ha sottolineato che, sul tema di Industria 5.0, «abbiamo detto che sugli esodati non potevamo lasciare indietro nessuno, perché sarebbe mancata la fiducia tra Stato e istituzioni. Una richiesta che è stata ascoltata, quindi molto bene».

«Ieri abbiamo riportato sull’iperammortamento un passaggio importante – ha aggiunto – in cui dicevamo che non possiamo mancare sul software e sul cloud». La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha proseguito Orsini, «ha promesso che avrebbe lavorato su questa intenzione: questo è positivo».

Guardando agli altri temi aperti, il presidente di Confindustria ha evidenziato che «sul nucleare speriamo che tutte le forze politiche se ne facciano carico. Sul fisco abbiamo chiesto di modificare alcune leve, visto che ci sono ancora troppe misure fiscali che servono poco. Pensiamo che redistribuire quelle risorse in progetti di crescita sia fondamentale».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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