L’Attestato di Prestazione Energetica (Ape), istituito dal Dm 26 giugno 2015 per fotografare i consumi degli immobili in caso di compravendita, affitto o ristrutturazione, racchiude un paradosso fondamentale. Il suo indicatore chiave – l’EPgl,nren – misura infatti il solo consumo di energia primaria non rinnovabile. Significa che un allacciamento al teleriscaldamento o l’installazione di fonti pulite possono far balzare un appartamento in una classe superiore senza che ci sia alcun miglioramento nell’isolamento termico o un effettivo taglio in bolletta.
Nel Bresciano, se da un lato oltre il 50% degli immobili resta intrappolato nelle classi energivore E, F e G, dall’altro circa un quarto delle nuove certificazioni rilasciate nel 2025 raggiunge la classe A.
Un quadro a luci e ombre su cui si innesta la direttiva europea Epbd, quella sulle «Case Green». Nonostante la procedura d’infrazione avviata da Bruxelles contro i 27 Paesi membri – Italia compresa – per il mancato recepimento entro la scadenza di maggio 2026, la direttiva traccia la rotta: gli edifici di nuova costruzione dovranno a zero emissioni (entro il 2028 per il pubblico ed entro il 2030 per il privato)e gli interventi di ristrutturazione di edifici residenziali dovranno garantire una riduzione del consumo medio dell’energia primaria di almeno il 16% (rispetto al 2020) entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035.
Ance
In questo scenario, Ance Brescia richiama l’attenzione sulla sostanza degli interventi, oltre le pure formalità burocratiche. «In provincia di Brescia, come sull’intero territorio nazionale, è auspicabile un incremento degli interventi pubblici e privati per riqualificare il patrimonio immobiliare esistente – spiegano dall’Associazione dei costruttori edili –, soprattutto quello caratterizzato da una maggiore vetustà. Non esistendo strumenti per imporre tali ristrutturazioni, si tratta di favorirle attraverso azioni di informazione e sensibilizzazione promosse dalle amministrazioni locali».
Un cambio di passo che richiede un nuovo approccio tecnico e progettuale: «La sostenibilità non può essere limitata alla scelta della fonte energetica, ma deve puntare alla riduzione reale dei consumi, alla qualità dell’involucro e alla durabilità delle soluzioni costruttive – evidenziano da Ance –. È per questo che gli edifici nZEB (Nearly Zero Energy Building) rappresentano il vero punto di riferimento: non si limitano a sfruttare le rinnovabili, ma integrano isolamento avanzato, orientamento corretto, eliminazione dei ponti termici e ventilazione controllata». «L’obiettivo finale – concludono i costruttori bresciani – deve essere consumare meno e usare energia sostenibile, innescando un circolo virtuoso capace di unire risparmio in bolletta, comfort abitativo e benefici ambientali per tutta la comunità».




