Economia

Camuna Prefabbricati realizzerà un centro migranti in Albania

L’azienda di Pisogne installerà a Gjader i «moduli di sicurezza» per ospitare 400 persone
I lavori sono stati rallentati dall'estate torrida © www.giornaledibrescia.it
I lavori sono stati rallentati dall'estate torrida © www.giornaledibrescia.it

Dopo alcuni imprevisti che ne hanno rallentato la costruzione, a Gjader e Shengjin, sulla costa nordoccidentale albanese, stanno per aprire i centri migranti previsti dall’accordo sottoscritto tra il governo italiano e quello di Tirana lo scorso novembre. La realizzazione e la gestione delle strutture è ovviamente a carico del nostro paese e tra gli operatori coinvolti in questo progetto c’è anche la Camuna Prefabbricati di Pisogne, realtà nell’orbita del gruppo Wood Beton.

L’azienda bresciana, presieduta da Giovanni Spatti, interpellata sullo stato del cantiere, si è trincerata dietro un inflessibile silenzio. Tuttavia, cercando ulteriori riscontri nel bando pubblicato la scorsa primavera dalla Prefettura di Roma, risulta che a Gjader sarà presto attivo l’hotspot destinato all’accoglienza di circa 400 richiedenti asilo e che verrà realizzato dalla Camuna Prefabbricati.

Il punto

Il centro sarà di circa 50mila metri quadrati e monterà i «moduli di sicurezza» prefabbricati dalla società sebina: in altre parole «blocchi» leggeri, antisismici, primi di oggetti pericolosi, cablati e funzionali al progetto del governo italiano.

A dirla tutta, in base a quanto riporta anche il già citato bando della Prefettura capitolina, a Gjader si accenderanno le luci in due «campi» entro la fine di ottobre. Oltre a quello con i «moduli casetta» a firma della Camuna Prefabbricati e che ospiterà i richiedenti asilo (qui saranno sostenute le speciali procedure di frontiera per decidere se i migranti avranno diritto alla protezione oppure dovranno essere rimpatriati), ne sarà inaugurato un secondo, destinato per lo più a uffici per il personale di sorveglianza e amministrativo ad opera di un altro appaltatore. Questo fabbricato potrà ospitare quasi 150 persone.

La vicenda

Nel complesso, però, i centri migranti albanesi che porteranno bandiera italiana saranno tre. A breve, aprirà i battenti quello di Shengjin (San Giovanni di Medua, in italiano; si trova a circa 50 km più a sud di Gjader), in cui avverrà in primis l’identificazione dei migranti.

I tre centri, secondo i progetti iniziali, dovevano essere operativi già a maggio. L’estate torrida seguita da piogge abbondanti ha frenato i lavori. Le problematiche maggiori, dal punto di morfologico, si sono peraltro riscontrate a Gjader, dove un tempo c’era un aeroporto militare. I centri «partiranno a ottobre», ha comunque garantito lunedì scorso il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sottolineando di non temere «ricorsi» da parte dei migranti trattenuti in Albania.

Anche perché lì, ha ribadito la premier Giorgia Meloni «la giurisdizione è italiana ed europea» e sempre lunedì scorso, durante la visita in Italia del primo ministro inglese Keir Starmer, rispondendo a un giornalista britannico sul rispetto dei diritti umani, la presidente del Consiglio ha detto: «O si ritiene che la nostra giurisdizione viola i diritti umani dei migranti o questa accusa non trova fondamento». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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