Un istituto di credito che apre nuove filiali, mentre il sistema bancario italiano continua a chiuderle. È questa la cifra più interessante della strategia di Banca Valsabbina, che rafforza la propria presenza a Roma con l’apertura di un secondo sportello nel quartiere Prati, dopo il debutto nella Capitale, a fine marzo, con la filiale dei Parioli. Scelta in controtendenza rispetto a una trasformazione del settore che negli ultimi 15 anni ha più che dimezzato il numero degli sportelli italiani, tra fusioni, acquisizioni e razionalizzazione dei costi.
Obiettivo 84 sportelli
Con Roma Prati la rete dell’istituto di credito popolare - presieduto da Renato Barbieri e guidato da Marco Bonetti affiancato dal vice Hermes Bianchetti - sale a 78 filiali, distribuite in sei regioni (Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Trentino Alto-Adige e Lazio).
Ma soprattutto si inserisce in un piano di sviluppo che punta a raggiungere una rete di 84 sportelli entro il 2027. Nel prossimo trimestre sono previste aperture a Bormio e Breno, il prossimo anno toccherà a Tirano e Chiavenna, cui si aggiungeranno due ulteriori nuovi presidi nel Nord Italia.
La strategia
La geografia delle aperture racconta bene la strategia dell’istituto. Da un lato il rafforzamento nelle aree alpine e nei territori storicamente più vicini alla banca: dalla Valcamonica alla Valtellina lasciata in parte scoperta dall’integrazione della Popolare di Sondrio in Bper. Dall’altro l’espansione verso le grandi piazze economiche, da Milano a Roma. Un modello ibrido che tiene insieme il radicamento nell’economia reale dei territori - piccole e medie imprese, realtà artigianali e famiglie - e la capacità di intercettare nuova clientela, risparmio e domanda di credito nei mercati più grandi.
«In un mercato che continua a ridurre la presenza fisica sul territorio, noi abbiamo fatto una scelta diversa: continuare a investire nelle filiali, nelle persone e nella relazione con il cliente. È un modello di banca di prossimità nel quale crediamo e che vogliamo portare anche in nuovi territori», osserva Hermes Bianchetti, vicedirettore generale vicario di Valsabbina.
«L’apertura della seconda filiale a Roma rappresenta un’ulteriore tappa di questo percorso e contribuisce ad ampliare il nostro perimetro operativo, sostenendo la crescita della raccolta e degli impieghi e, progressivamente, dei ricavi tradizionali e ricorrenti».
La doppia direttrice appare quindi tutt’altro che casuale. Dopo Darfo Boario Terme e Milano Porta Romana, inaugurate nell’ottobre 2025, sono arrivate Roma Parioli, Morbegno e Livigno. Ora Prati. E il fatto che la seconda apertura romana avvenga a pochi mesi dalla prima indica che la presenza nella Capitale non vuole essere una semplice operazione di rappresentanza. L’obiettivo è costruire una presenza stabile, con ambizioni concrete sul fronte della raccolta e degli impieghi, rivolgendosi a una platea potenzialmente ampia, dalla clientela private al segmento corporate.
I servizi
Alla crescita della rete fisica, precisa la banca, si accompagna l’ampliamento dell’offerta di servizi e competenze specialistiche, anche attraverso le società del gruppo. La scommessa è dunque quella di dimostrare che, nell’era della banca digitale, lo sportello non è necessariamente un costo destinato a scomparire. Può ancora diventare un investimento, se inserito in un modello capace di combinare tecnologia, consulenza e relazione.
L’istituto popolare bresciano ha chiuso il primo semestre 2026 con un utile netto di 25 milioni di euro, mentre le masse amministrate hanno raggiunto il massimo storico di 15,16 miliardi (+11,1%) con una crescita di oltre 1,5 miliardi nei dodici mesi.




