Auto a guida autonoma, da Brescia la risposta al dominio di Usa e Cina

Le potenzialità del progetto le abbiamo toccate con mano già da alcuni anni. In primis, lungo il tracciato della 1000 Miglia quando nel 2023 una Maserati senza pilota, ma equipaggiata da più sensori e tecnologie, faceva il suo debutto, chiudendo con successo il serpentone delle auto storiche in gara. Lo scorso luglio, inoltre, al Parco delle terme di Darfo è stata presentata la Fiat 500 elettrica «elaborata» sempre dall’Artificial intelligence driving autonomus del Politecnico di Milano per agevolare la mobilità delle persone più fragili e ormai adottata dall’amministrazione pubblica camuna.
Risposta europea

Da Brescia, insomma, è partita la risposta europea al dominio di Stati Uniti e Cina relativamente all’auto a guida autonoma. Nei giorni scorsi è stata formalizzata con la nascita di Niulinx, spin-off del Politecnico di Milano creato dal bresciano Sergio Savaresi (direttore del dipartimento di Elettronica, informazione e biogegneria dell’ateneo meneghino), che ha chiuso un round di finanziamenti da 38 milioni di euro (il più grande investimento italiano nel settore) con A2A e Cdp Venture Capital come principali investitori, ciascuna con un impegno da 10 milioni di euro. All’operazione partecipano anche Afl, Gruppo Ferrovie dello Stato, Pirelli, VC Partners Sgr, Most-Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, Fondazione Ico Falck, oltre a investitori individuali di profilo internazionale.
Il punto
I 38 milioni finanzieranno la crescita tecnologica e industriale di Niulinx su tre assi, spiega una nota: il completamento dello «stack» (insieme dei linguaggi e database utilizzati per sviluppare l’applicazione, ndr) di guida autonoma e il percorso di omologazione europea, l’espansione del team fino a oltre 100 ingegneri e data scientist, e l’avvio del modello di franchising con operatori locali in mercati chiave europei, a partire dalla Germania.
«Dopo un indispensabile percorso di sperimentazione – conviene il prof. Savaresi – Niulinx rappresenta un progetto industriale a tutti gli effetti, su scala europea e che prova a “respingere” l’avanzata di Usa e Cina in tale ambito». Il mercato globale della guida autonoma vale oggi oltre 50 miliardi di dollari e si prevede superi i 300 miliardi entro il 2035. Se Stati Uniti e Cina già vantano diversi attori protagonisti in questo scenario, per ora l’Europa non ha ancora un campione continentale. Niulinx nasce con l’idea di colmare questo vuoto senza replicare il modello americano, ma costruendo un approccio industriale europeo.
Industria europea
«La mobilità dei prossimi dieci anni in Europa sarà multimodale, intelligente e con una forte componente di guida autonoma su flotte condivise. L’Europa ha bisogno di una propria industria della guida autonoma, costruita sulle sue regole, i suoi valori e le sue infrastrutture. Niulinx sarà protagonista di questa rivoluzione», spiega il ceo della società, Luca Foresti.
«La nascita di Niulinx è il risultato di un percorso costruito nel tempo, a partire dalla ricerca condotta al Politecnico di Milano sulla guida autonoma – continua Sergio Savaresi –. Ammetto che l’esperienza con la 1000 Miglia è stata come un trampolino di lancio. Vedere queste competenze tradursi in uno spin-off capace di attrarre partner industriali e investitori di primo piano significa dare continuità e prospettiva a un lavoro scientifico con un impatto concreto sulla mobilità del futuro». Brescia, peraltro, è tra le tre città italiane candidate a far circolare queste «supercar» equipaggiate con una tecnologia di «livello 4» per la guida autonoma.
Le caratteristiche
Niulinx, in effetti, vanta l’intero sistema tecnologico che rende possibile la guida senza intervento umano: dalla percezione dell’ambiente alla pianificazione del percorso, dal controllo del veicolo alla gestione remota della flotta. La tecnologia nasce dal gruppo di ricerca Aida (Artificial Intelligence Driving Autonomous) del Politecnico. Il percorso di omologazione per veicoli a guida autonoma in Europa è già in corso. Tant’è che in Niulinx hanno già impostato la rotta verso la Germania.
Nel 2025, il progetto pilota del Gruppo A2A, Politecnico di Milano e Most ha portato sulle strade di Brescia la sperimentazione di una tecnologia di guida autonoma frutto di una ricerca nata con il fine di abilitare un modello di car sharing innovativo e unico in Europa: veicoli elettrici in grado di raggiungere l’utente autonomamente, consentire la guida fino a destinazione e poi dirigersi verso una stazione di ricarica wireless o un nuovo cliente: tale progetto rappresenta la base tecnologica e industriale della società.
Realtà concreta
«Con questo investimento, il primo diretto di A2A Life Ventures in una startup, contribuiamo a trasformare un progetto di sperimentazione in una concreta realtà industriale. Crediamo che Niulinx possa diventare un caso di successo dell’ecosistema internazionale dell’innovazione», commenta Patrick Oungre, ceo di A2A Life Ventures.
«La guida autonoma è un settore in forte espansione e con scenari strategici molto significativi in cui l’Europa non ha ancora un operatore in grado di competere su scala. Niulinx colma questo vuoto con un approccio differenziato: una piattaforma tecnologica proprietaria e completa, dalla percezione ambientale alla gestione remota della flotta, e una strategia ambiziosa di crescita basata sulla collaborazione con operatori locali. Crediamo fortemente in questo team, che ha già trasformato visione scientifica in tecnologia operativa e che oggi ha l’opportunità di affermarsi come riferimento industriale su scala continentale», chiude il direttore Investimenti Diretti di Cdp Venturre Capital, Alessandro Scortecci.
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