Economia

«Scorrettezze e contro il codice etico», indagini su Glovo e Deliveroo

L’Antitrust italiana contesta le condizioni di lavoro dei rider delle principali piattaforme di food delivery per verificare i codici etici oltre all’organizzazione e all’algoritmo utilizzato dalle società, sospettati di proiettare un'immagine aziendale non coerente con le reali tutele garantite
Alcuni rider di Glovo e Deliveroo in piazza
Alcuni rider di Glovo e Deliveroo in piazza

Il mondo dei rider torna sotto i riflettori delle autorità internazionali. Questa volta è toccato all’Antitrust italiano accendere un faro su Glovo e Deliveroo per presunti comportamenti scorretti nei confronti dei fattorini in bicicletta di cui si servono per consegnare cibo a domicilio e per il modo in cui presentano la propria immagine al pubblico.

In pratica, secondo l’autorità garante, le società delle due piattaforme che operano in Italia diffonderebbero messaggi non veritieri circa il proprio codice etico. Ma entrambi gli «imputati» professano la propria correttezza e garantiscono piena collaborazione con l’autorità garante.

Il punto

A quasi un anno da quando l’Antitrust europeo inflisse una multa milionaria a Glovo assieme alla tedesca Delivery Hero, oggi l’Authority italiana ha comunicato di aver aperto istruttorie nei confronti di alcune società del gruppo Glovo – ovvero Glovoapp23, Foodinho e Glovo Infrastructure Services Italy – e un’indagine anche nei confronti di Deliveroo Italy.

L’accusa è quella di possibili condotte illecite nell’attività relativa all’offerta di servizi di consegna a domicilio di prodotti alimentari. In pratica, secondo l’Antitrust, le aziende avrebbero comunicato informazioni ingannevoli riguardo al loro impegno etico e alla loro responsabilità sociale verso i rider mettendo in evidenza, nelle proprie comunicazioni rivolte ai consumatori (ad esempio, nel codice etico e sul loro sito web nelle sezioni «chi siamo»), un’immagine aziendale fondata sul rispetto di standard etici e di responsabilità sociale che invece non corrisponderebbe al vero.

In particolare, spiega l'autorità, ciò è accaduto per quanto riguarda le condizioni di lavoro e il rispetto della legalità nella gestione dei rider, con riferimento anche al modello operativo e all’algoritmo utilizzato dalle due società. Immediata la reazione dei diretti interessati. «Da sempre rispettiamo elevati standard interni e operiamo con la massima attenzione al rispetto delle normative» risponde Glovo. Che offre la propria piena collaborazione alle indagini ma si dice comunque certa di «essere pienamente conforme a tutte le leggi e i regolamenti» e assicura il proprio continuo impegno «verso i più alti principi di etica e professionalità».

In modo analogo anche Deliveroo assicura che continuerà a «interagire in modo trasparente con tutte le autorità competenti» per dimostrare che opera «in modo responsabile e nel rispetto della legge. Restiamo impegnati a supportare le decine di migliaia di rider, i commercianti locali e i milioni di consumatori che ogni giorno si affidano alla nostra piattaforma in tutta Italia. Siamo convinti della correttezza delle nostre pratiche commerciali» afferma.

Le reazioni

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, evidenziando la una stretta connessione tra la mobilitazione promossa dal sindacato e l’istruttoria dell’Antitrust, ricorda come i rider siano «lavoratori subordinati» e sollecita le aziende ad applicare il contratto nazionale di riferimento firmato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Il Codacons torna a chiedere massima severità contro le false pubblicità etiche delle aziende che ricorrono a claim ambientali e sociali nelle loro strategie di marketing e nelle comunicazioni commerciali al pubblico. Pratiche che, afferma, sono spesso in grado di deviare le scelte dei consumatori, sempre più attenti ad acquisti etici, e alterare il mercato, «dirottando centinaia di milioni di euro ogni anno in termini di acquisti di prodotti e servizi». A indagare in prima persona i funzionari dell’autorità garante che ieri, con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno svolto ispezioni nelle sedi delle società Foodinho e Glovo Infrastructure Services Italy, e nella sede della società Deliveroo Italy.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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