Tasso di occupazione e redditi. Sono questi gli indicatori statistici principali per elaborare la ricchezza di un territorio. E in un momento storico come quello attuale, prima fortemente minacciato dalla fase acuta dell’emergenza sanitaria, poi dal traballante scenario internazionale, dati simili contano ancora di più. Secondo le ultime rilevazioni di OpenPolis, sulla base di dati dell’Istat, Brescia registra un tasso di occupazione del 67,4% della popolazione abile al lavoro.
Una percentuale non eccellente ma comunque molto positiva, che colloca il Bresciano dietro ad alcune province vicine lombarde e del centro-nord Italia. A guidare la classifica dell’occupazione è Bolzano (74,1%), seguita da quella di Bologna (72,9), Belluno (71,5), Forlì-Cesena (71,4), Milano e Ravenna (entrambe 70,6). Verona, Mantova, Aosta, Cuneo, Ferrara, Siena, Firenze, Pisa ed altre province - a testimonianza che anche nella operosa provincia di Brescia servirebbe più lavoro per più fasce della popolazione. Ma per comprendere nel dettaglio il tessuto socio-lavorativo del territorio bisogna indagare i redditi medi annui.
I redditi del 2020 hanno evidenziato che in Italia, in piena pandemia, il reddito imponibile pro capite è risultato in calo (-283 euro) rispetto a quello del 2019, invertendo il trend registrato negli anni precedenti. Gli effetti della pandemia non si sono fatti sentire solo sul reddito pro capite medio italiano, ma anche sul numero di contribuenti: dal 2015 al 2019 il dato dei contribuenti è costantemente salito con una crescita media dello 0,5%.
Nella classifica comuni italiani per reddito pro capite, Basiglio torna a essere il comune più ricco d’Italia. San Donato, Milano e Galliate Lombardo entrano nella top ten. Nel Bresciano il comune più ricco è Padenghe sul Garda, con un reddito di 29.624 euro. Seguono Collebeato, Cellatica, Soiano, Gardone Riviera.
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