Economia

Il 3 gennaio al via i saldi invernali ma gli sconti sono già partiti

Per Confesercenti Lombardia Orientale «di fronte ai pre-saldi serve trasparenza e concorrenza leale». Confcommercio stima il valore per la provincia di Brescia in 102,2 milioni di euro
Saldi invernali a Brescia - © www.giornaledibrescia.it
Saldi invernali a Brescia - © www.giornaledibrescia.it
AA

Sabato 3 gennaio prenderanno ufficialmente il via i saldi invernali anche in provincia e si protrarranno per 60 giorni. Secondo l’Ufficio studi di Confcommercio Brescia saranno oltre 9mila i negozi interessati nel territorio, con un valore stimato di 102,2 milioni di euro (6 miliardi in Italia). «La stima è sostanzialmente in linea con quanto previsto un anno fa – evidenzia il presidente Carlo Massoletti –, con la speranza che poi nella realtà dei fatti questi saldi invernali possano stupirci in positivo».

Pre-saldi

A pesare sulla buona riuscita però concorrono diversi fattori, in primis i pre-saldi. Secondo le stime di Confesercenti basate su un sondaggio Ipsos. quasi due milioni di italiani hanno infatti già effettuato acquisti a prezzo ribassato subito dopo Natale. «Una dinamica che riguarda da vicino anche il territorio bresciano – rimarca l’organizzazione –, con la competizione promozionale continua che è alimentata da outlet, grandi strutture commerciali e canale online, senza dimenticare iniziative come il Black Friday».

«È quindi fondamentale riportare al centro trasparenza e concorrenza leale, a tutela sia dei consumatori sia delle imprese che rispettano le regole – afferma la presidente Confesercenti Lombardia Orientale, Barbara Quaresmini –. Prezzi e sconti devono essere chiari, verificabili e confrontabili, soprattutto nel digitale e nelle iniziative riservate a platee selezionate. È imprescindibile il rispetto delle norme sugli annunci di riduzione, a partire dal riferimento alla diminuzione più bassa praticata nei 30 giorni precedenti, come previsto dalla legge».

Senza un intervento in questa direzione «il rischio è che i saldi perdano progressivamente la loro funzione – continua Quaresmini –, diventando solo un episodio all’interno di una promozione permanente. Uno scenario che crea confusione per i consumatori e difficoltà crescenti per il commercio bresciano, con quest’ultimo che chiede regole più efficaci per garantire concorrenza leale e pluralismo distributivo».

Dello stesso avviso si dice Massoletti, che rimarca come «ci troviamo in una fase di stagnazione dei consumi, per quanto riguarda soprattutto i settori dell'abbigliamento e delle calzature, che continuano a soffrire molto anche per la concorrenza sleale dei grandi player online».

Data di inizio

A complicare ulteriormente il quadro per Quaresmini c’è la data di avvio delle promozioni «che non coincide con la reale fine della stagione commerciale – chiosa –. I saldi, per loro stessa definizione, dovrebbero rappresentare vendite di fine stagione, tuttavia l’attuale calendario ne indebolisce il significato, generando distorsioni nel mercato e penalizzando in particolare le imprese del commercio tradizionale».

Per Massoletti quindi la speranza di un miglioramento è legata a un aumento dei visitatori nei centri storici bresciani, «e renderli attrattivi è una delle grandi sfide che stiamo affrontando con le Amministrazioni, per mezzo delle politiche di valorizzazione messe in campo attraverso strumenti come i Distretti del Commercio».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Economia & Lavoro

Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...