Studenti e docenti verso il futuro: l’AI a scuola raccontata in tre atti

Giulia Camilla Bassi
Mercoledì 25 febbraio parte la settima edizione di Da Vinci 4.0: come sarà la sessione plenaria ospitata all’auditorium Santa Giulia
L'AI generativa è ormai quotidianità per studenti e docenti
L'AI generativa è ormai quotidianità per studenti e docenti
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È fissato per il prossimo 25 febbraio l’appuntamento all’auditorium Santa Giulia per l’evento inaugurale della settima edizione di Da Vinci 4.0, il progetto del Giornale di Brescia dedicato quest’anno al rapporto tra scuola e Intelligenza artificiale. A guidare studenti e docenti sarà Massimo Temporelli, fisico e divulgatore scientifico di The FabLab, chiamato a costruire un percorso per accompagnare ragazze e ragazzi (e i loro insegnanti) alla scoperta di un tema tanto attuale quanto ricco di implicazioni.

L'incontro

Un incontro di tre ore strutturato in tre atti, come spiega lo stesso Temporelli: «Parleremo di tre grossi macrotemi: il primo è quello dell’intelligenza artificiale, il secondo è quello della scuola, un’analisi anche divertente dell’education e delle tecnologie, di come è cambiata e di come cambierà. Se ci pensiamo, le innovazioni tecnologiche nella scuola ci sono state, basti pensare alla lavagna, alla scrittura, alla penna a sfera… Insieme a ospiti e raccontando storie, presenteremo a professori e studenti un quadro che mostra come la scuola sia cambiata, da sempre, con le tecnologie. L’ultimo tema sarà quello dell’innovazione: daremo una lettura di cosa significhi essere innovativi, che non è solo una questione di tecnologia, ma è soprattutto di spirito».

Un impianto quasi teatrale, dunque, per una mattinata intensa che fornirà agli studenti tanti strumenti, pratici ed empirici: «Se fosse uno spettacolo teatrale – continua Temporelli – sarebbe in tre atti: parleremo di tutti questi temi, che sono uno legato all’altro e non sono affatto sconnessi».

Massimo Temporelli
Massimo Temporelli

I tre atti

L’Intelligenza artificiale sarà al centro del primo spazio, con monologhi, interviste, momenti di discussione e perfino giochi, per alternare riflessione e pratica. Non solo ispirazione, ma anche strumenti concreti: «Nella parte meno ispirazionale e più pratica daremo contenuti su che cosa sono queste tecnologie: cos’è l’AI generativa, quante sono, come si utilizzano, quali sono i loro limiti. Pillole molto chiare che poi gli studenti potranno sviluppare e utilizzare per l’hackaton finale.

Il secondo atto sarà dedicato alla scuola. Non più istituzione immobile, ma organismo vivo. «Da sempre – anche se poco consapevoli – gli studenti sono progettisti della scuola del futuro. Se guardiamo a com’era la scuola negli anni Trenta o Quaranta e la confrontiamo con quella di oggi, vediamo che è cambiata: un po’ perché sono cambiati i professori, ma anche perché studenti e famiglie hanno fatto richieste precise. Non si deve pensare che la scuola sia qualcosa di passivo, bensì qualcosa con cui si può interagire, contribuendo a migliorarla».

Infine, l’innovazione. «Spesso viene confusa con il mondo delle tecnologie. Invece l’innovazione ha soprattutto a che fare con le soft skill: l’audacia, la non paura di sbagliare, il coraggio, la capacità di condividere le proprie competenze, di spremere il massimo dalle conoscenze dall’epoca in cui ci si trova, di frequentare community preparate». Uno spirito che vale per tutti: «Che si faccia l’imprenditore nella metallurgia, il banchiere, l’avvocata, oppure l’infermiere o la commercialista: qualunque cosa si sceglierà di fare da grandi, avere uno spirito innovativo richiede certe competenze che cercheremo di elencare».

Il futuro

E sul futuro, Temporelli non ha dubbi: «Barricarsi, come fanno molte scuole, vietando l’Intelligenza artificiale, togliendo il cellulare… secondo me è il modo sbagliato. Queste tecnologie vengono comunque utilizzate dai ragazzi: se non le insegni, vengono usate male. E quando vengono usate male, si fa danno».

L’esempio è immediato: «Oggi, se devo andare a Torino, non ci vado a piedi: prendo il treno. È una tecnologia che amplifica il nostro raggio d’azione. La stessa cosa succederà con l’AI: dobbiamo amplificare, non fermarci». Il mondo del lavoro cambierà, e con esso la scuola. «Il tema è quanto tempo ci metterà e chi aiuterà nel cambiamento. Questo progetto aiuterà i partecipanti a ragionare sul fatto che l’AI avverrà. Anzi, sta già avvenendo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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