AI generativa: gli studenti di oggi sono gli innovatori di domani

Giulia Camilla Bassi
Il fisico e divulgatore Massimo Temporelli: «A innovare sono le persone senza pregiudizi verso le tecnologie, capaci di mettere in discussione ciò che esiste»
I vincitori di una scorsa edizione di Da Vinci 4.0
I vincitori di una scorsa edizione di Da Vinci 4.0
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Chi saranno le innovatrici e gli innovatori del futuro? «Non sono diversi da quelli del passato», spiega Massimo Temporelli, fisico e divulgatore scientifico che il 25 febbraio guiderà studenti e docenti all’Auditorium Santa Giulia per l’evento inaugurale dell’edizione di Da Vinci 4.0 dedicata al tema dell’AI. «Sono persone senza pregiudizi verso le tecnologie, capaci di sperimentare e di mettere in discussione ciò che esiste».

Temporelli mette in guardia da una tentazione ricorrente, quella di pensare che il massimo di creatività e pensiero sia già alle spalle. «Nelle culture stagnanti si pensa di avere già raggiunto il massimo con la generazione precedente. In Europa questo massimo viene spesso fatto coincidere con il Rinascimento. Ma prendiamo lo stesso Leonardo da Vinci. La sua storia racconta altro: sperimentazione continua, contaminazione, rottura degli schemi».

Da Vinci 4.0

È proprio a quello spirito che si ispira Da Vinci 4.0, che pone al centro l’AI non come promessa salvifica né come minaccia, ma come strumento da comprendere fin dai banchi di scuola. L’atteggiamento necessario è prima di tutto culturale. «Non pensare che tutto sia già stato raggiunto».

L’innovazione nasce da uno sguardo libero, capace di valutare la tecnologia per ciò che permette di fare. «Servono sperimentatrici e sperimentatori audaci, capaci di contraddire i propri maestri», ricorda Temporelli. «Serve una forma di irriverenza sana, che non distrugge la tradizione, ma la fa evolvere». Una forma mentis che non si accende all’improvviso: «È un clima che si costruisce a scuola, in famiglia, nelle esperienze quotidiane. Se l’errore viene punito e la curiosità guardata con sospetto, lo spirito innovativo si spegne». Per questo Da Vinci 4.0 si rivolge alle scuole superiori: l’arte, la storia, la filosofia e la tecnologia non sono solo materie da studiare, ma anche da fare.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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