Portare l’AI a scuola? I ragazzi possono farlo in prima persona

È uno degli obiettivi della settima edizione di Da Vinci 4.0, il progetto targato GdB e The FabLab. Matteo Villa: «Siamo tutti studenti di fronte all’Intelligenza artificiale»
L'AI a scuola per proiettarsi nel futuro
L'AI a scuola per proiettarsi nel futuro
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Da Vinci 4.0 torna per il settimo anno con l’idea di mettere in relazione tre ambiti che nella pratica faticano ancora a parlarsi con continuità: scuola, innovazione e impresa. Il progetto, promosso dal Giornale di Brescia insieme a TheFabLab, è rivolto agli istituti superiori della città e della provincia e negli anni ha costruito sul territorio un percorso riconoscibile, fatto di lezioni interattive, incontri, eventi e momenti di confronto con professioniste e professionisti. Un lavoro che mantiene una direzione costante: sviluppare competenze utili per leggere e abitare il presente.

Domande e risposte

A riassumerne il senso è Matteo Villa di The FabLab, partner del progetto. «Da Vinci 4.0 ha una lunga tradizione di lavoro all’intersezione tra scuola e impresa. È uno spazio pensato per portare linfa vitale, creatività e capacità critica, in connessione con le grandi domande del presente. Quali sono oggi i temi che possono generare innovazione? Il tutto partendo non solo dalle risposte, ma anche dalle domande che è necessario porsi per poter procedere in avanti».

Negli anni, questi interrogativi hanno incrociato filoni diversi e Da Vinci 4.0 ha proposto temi sempre cruciali rispetto al momento storico, dalla sostenibilità al territorio, dalla salute al ruolo crescente delle tecnologie. L’edizione 2026 fa lo stesso, scegliendo di mettere a fuoco uno snodo ormai inevitabile: l’Intelligenza artificiale applicata all'ambiente scolastico. «Viviamo in un periodo storico in cui l’AI è una presenza ineludibile. La scelta è quella di affrontarla in modo esplicito e consapevole», spiega Villa. «Dal momento che studenti e studentesse abitano e vivono quotidianamente la scuola, l’idea è renderli protagonisti attivi nell’integrazione dell’AI nei contesti scolastici, concretamente».

Matteo Villa di The FabLab, partner di Da Vinci 4.0 - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
Matteo Villa di The FabLab, partner di Da Vinci 4.0 - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it

AI, scuola e studenti

Il progetto si fonda su tre concetti che formano un triangolo equilatero: Intelligenza artificiale, scuola e studenti come agenti di innovazione. Tre assi che orientano anche le attività. «Le domande da porsi in questo caso riguardano l’Intelligenza artificiale generativa: che cos’è oggi, come si sta evolvendo, quali aspetti è importante considerare perché possa diventare uno strumento concreto nelle mani dei ragazzi? Il tutto tenendo a mente a natura dell’ambiente-scuola, che è un luogo di apprendimento, di relazione e di crescita, nel quale si sviluppano competenze sia tecniche che emotive. Capire prima di tutto la scuola aiuta a capire come uno strumento polivalente come l’AI possa contribuire, senza snaturarla».

Il terzo vertice riguarda dunque il ruolo delle nuove generazioni. «Gli studenti devono essere agenti di innovazione, ma come accompagnarli per progettare soluzioni nuove? Quali metodologie aiutano a sviluppare idee, trasformarle in prototipi, raccontarle? Qui entrano in gioco competenze non solo di progettazione, ma anche di collaborazione e storytelling, fondamentali per dare forma e voce alle idee». Senza dimenticare la vocazione interdisciplinare di questa nuova tecnologia. «L’AI – fa notare Villa – si colloca tra umanesimo e scienza. Per questo il progetto si rivolge a tutti gli istituti. Non richiede barriere tecniche di accesso: chiunque può interrogarsi sul suo impatto. Attraversa ambiti scientifici, tecnologici, sociali, etici e creativi».

Il percorso prevede due grandi momenti pubblici. Il primo è l’evento all’Auditorium Santa Giulia (il 25 febbraio), pensato come sessione formativa e interattiva per fornire basi comuni e chiarire il senso profondo del progetto. Il secondo è l’hackathon finale, una maratona di progettazione in cui i ragazzi lavoreranno in gruppo per ideare e sviluppare soluzioni. Per iscriversi basta inviare una mail a gdbdavinci@giornaledibrescia.it entro il 5 febbraio, indicando scuola e numero di studenti e accompagnatori. 

Dentro questo quadro, anche le insegnanti e gli insegnanti hanno un ruolo chiave. «Sono un altro membro della squadra. Anche perché siamo tutti studenti di fronte all’Intelligenza artificiale. I contenuti saranno quindi utili non solo ai ragazzi, ma all’intera scuola».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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