Chi entrava nella cappella Bossini, al cimitero Vantiniano, trovava sull’altare una Madonna con il Bambino dipinta da Francesco Hayez nel 1851. La tela rimase lì per oltre un secolo, fino a quando, negli anni Sessanta del Novecento, fu trasferita nei depositi dei Civici musei per conservarla meglio.
Da ieri una copia permette di ritrovare quell’immagine nella tomba grazie all’associazione culturale Capitolium, che dal 2010 collabora con il Comune al recupero delle opere marmoree del monumentale.
Il ritorno
Ad accompagnarne il ritorno è stata una cerimonia con monsignor Faustino Guerini per la Diocesi e l’assessore ai Lavori pubblici Valter Muchetti per il Comune, riuniti nella cappella dedicata a Giovanni Battista Bossini. Originario di Lumezzane e morto a Brescia nel 1810, il curato fu protagonista della vita sociale e religiosa cittadina e il monumento ne custodisce anche una statua in marmo realizzata dallo scultore Seleroni. A progettare la tomba a forma di piramide fu Rodolfo Vantini, che ne fece uno degli spazi in cui architettura, pittura e scultura si incontrano nel ricordo di una figura della comunità bresciana.
Le riaperture

Il ritorno della Madonna precede di pochi giorni un’altra novità per chi visita il cimitero: mercoledì 28 ottobre riapriranno definitivamente i colombari interrati 19, 20 e 21, dove i lavori sono terminati giusto in tempo per la commemorazione dei defunti. Fino a domenica 8 novembre sarà accessibile anche l’area esterna, ancora interessata dal cantiere, così da consentire le visite nei giorni in cui le famiglie si ritrovano per ricordare i propri cari. Nella zona sud del monumentale il restauro e il risanamento conservativo dei colombari 20 e 21 erano cominciati all’inizio di novembre del 2025, con le opere affidate all’impresa Deldossi per una spesa di 1,6 milioni di euro.
Ultime fasi
Ora resta da completare il recupero delle facciate esterne e per questo, da lunedì 9 novembre, il cantiere riprenderà spostandosi da un gruppo di celle all’altro. Una scelta che consentirà di lasciare aperte le altre aree e contenere i disagi dei visitatori: si comincerà dalle celle dalla 105 alla 109, chiuse fino al 15 novembre, per passare a quelle dalla 115 alla 121 tra il 16 e il 22 e infine a quelle dalla 123 alla 129 dal 23 al 29.
A dettare il passo sarà però anche il meteo, perché pioggia o temperature basse potrebbero costringere a rinviare alcune lavorazioni e far slittare le chiusure previste. Il calendario resta dunque indicativo e le limitazioni seguiranno l’avanzamento degli interventi sulle superfici.



