Prima di Sinner, Djokovic o Alcaraz, e dell’avvento del fascino esercitato da Wimbledon su decine di migliaia di sportivi e appassioni da tutto il mondo, fu un bresciano a mettere per iscritto le regole del tennis.
Sabato 23 maggio, alle 16, il MuSa - Museo di Salò ospiterà l'incontro «Il Giuoco della palla di Antonio Scaino da Salò. Lo sport come attività formativa ed educativa», un appuntamento che unisce storia locale e cultura sportiva.
Il salodiano Antonio Scaino
Al centro dell'evento «Il Giuoco della palla di Antonio Scaino da Salò. Lo sport come attività formativa ed educativa» c’è la figura di Antonio Scaino (1524 – 1612), nato a Salò l’8 ottobre 1524 da una nobile e facoltosa famiglia. Sacerdote di osservanza agostiniana, giovanissimo, intraprese un percorso che lo condusse a Ferrara dove, oltre la seconda metà degli anni Cinquanta, entrò in contatto con il giovane principe Alfonso d’Este. E fu proprio ad Alfonso che Scaino dedicò il «Trattato del giuoco della palla», la prima opera in assoluto dedicata a stabilire le norme del tennis. Il testo non si limitava a definire i punteggi, ma indicava anche le misure ideali dei campi e i materiali da utilizzare.

Durante l'incontro al MuSa, interverranno Pierangelo Goffi (Università Cattolica) e Stefano Grismondi (esperto in scienze dell'esercizio) e insieme, approfondiranno il valore educativo e inclusivo dello sport, partendo proprio dalle intuizioni del teologo salodiano.
Il trattato
Per tutto il pomeriggio dell’incontro, al Musa sarà eccezionalmente esposto un esemplare della prima ed unica edizione de «Il Trattato del giuoco della palla» proveniente dalla Biblioteca Carlo Viganò dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. Il volume è composto da tre sezioni: la prima composta da 54 brevi capitoli sulle regole generali del gioco, la seconda, in 72 capitoli, tratta la natura del gioco, mentre i 9 capitoli della terza elogiano l’esercizio fisico per la salute di corpo e mente.
La mostra e la sala immersiva
L’incontro, organizzato nel contesto delle celebrazioni per il sesto centenario della «Magnifica Patria», è anche l’occasione per visitare la mostra dossier che al MuSa raduna documenti, mappe, volumi e materiali provenienti dall’Archivio Storico di Salò. Accanto, la sala immersiva allestita fino al 4 ottobre 2026 offre un viaggio virtuale attraverso il periodo di massimo splendore della comunità durante il dominio della Repubblica di Venezia.



