Un secolo di Anas in un libro: «L’Italia moderna correva sulle 4 ruote»

Cento anni di storia del Belpaese, dal dopoguerra al boom, dalla crisi anni ’70 alle riforme dei ’90: Elena Pala lo racconta nel volume «L’Italia si fa strada. Viaggio fotografico in un secolo di Anas» pubblicato da Electa
Paola Gregorio
Un viadotto sulla copertina del volume © www.giornaledibrescia.it
Un viadotto sulla copertina del volume © www.giornaledibrescia.it

Anas e la crescita della società italiana sono parte della stessa storia. Il libro «L’Italia si fa strada. Viaggio fotografico in un secolo di Anas», curato dalla studiosa bresciana Elena Pala e edito da Electa (352 pp., 54 euro) documenta il lavoro svolto in ormai quasi un secolo di vita dall’azienda che gestisce la rete stradale e autostradale del Belpaese alle soglie del suo centenario: i testi sono inseriti in un «racconto visuale» affidato alle fotografie dei lavori, delle opere e dei principali snodi che hanno segnato i quasi cento anni di Anas, nata nel 1928, e delle infrastrutture realizzate per il Paese. Brescia, con la mitica Gardesana Occidentale voluta da Gabriele D’Annunzio e la Mille Miglia che divenne un banco di prova insostituibile per le nuove strade, è a tutti gli effetti tra le protagoniste di questa storia. Abbiamo intervistato l’autrice.

Elena Pala - Foto New Reporter Comincini  © www.giornaledibrescia.it
Elena Pala - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it

Elena Pala, come nasce il libro?

Il volume nasce per celebrare la storia d’Italia attraverso la lente della sua rete viaria. È una storia di impresa e, al tempo stesso, un progetto editoriale volto a promuovere i valori di Anas: etica, sicurezza stradale e valorizzazione del territorio. L’opera dimostra il legame indissolubile tra lo sviluppo delle infrastrutture e l’evoluzione socioeconomica del Paese.

La ricostruzione cerca quindi di cogliere il nesso tra Anas e la società italiana: l’unificazione del Paese, lo spostamento di uomini e merci e un contributo di infrastrutture fondamentali per la crescita economica...

Ogni fase storica ha avuto un riflesso sulle strade. La ricostruzione e il miracolo economico hanno visto l’espansione delle grandi arterie. La crisi degli anni Settanta ha bloccato i cantieri. Il boom degli anni Ottanta ha imposto ammodernamenti per gestire un parco auto raddoppiato. Fino alle riforme degli anni Novanta e al ruolo cruciale nelle emergenze, come i piani di ripristino post-sisma in Abruzzo e del Centro Italia. Connettere l’Italia ha significato farla crescere.

La via Emilia interessata dalla Mille Miglia nel 1929 // coll. privata, Brescia © www.giornaledibrescia.it
La via Emilia interessata dalla Mille Miglia nel 1929 // coll. privata, Brescia © www.giornaledibrescia.it

Con l’ammodernamento delle strade è cambiato il concetto di viaggio?

La modernizzazione ha trasformato il viaggio da necessità a esperienza accessibile. Se nel secolo scorso l’obiettivo era accorciare le distanze commerciali, oggi l’infrastruttura dialoga con l’ambiente. La strada non è più semplicemente un collegamento tra un punto A e un punto B, ma diventa essa stessa meta, guidando alla riscoperta culturale ed enogastronomica dei territori.

Come la Gardesana Occidentale, definita da D’Annunzio “il meandro”?

La Gardesana Occidentale ruppe l’isolamento della sponda bresciana trasformando una costiera impervia in una delle strade panoramiche più celebri al mondo.

Lei racconta di come la Mille Miglia sia stata antesignana degli sviluppi della tecnica automobilistica e l’Aass, nome originario dell’azienda, ne curasse la manutenzione stradale prima del transito delle vetture.

Come scrisse Giovanni Canestrini nel 1947, la Freccia Rossa divenne il banco di collaudo della nostra produzione e lo specchio delle nostre strade. Un simbolo della voglia di riscatto e di una nuova identità nazionale itinerante a due e quattro ruote.

Nel libro viene dato spazio anche alla storia delle case cantoniere?

Sì, sono un simbolo iconico del presidio dello Stato sulle strade. Il volume ne racconta anche la storia e l’evoluzione moderna in hub tecnologici. Un esempio straordinario è la casa cantoniera Bigontina a Cortina d’Ampezzo, completamente riqualificata e trasformata in un centro di controllo Smart Road in occasione dei Mondiali di Sci 2021, diventando il fulcro di una mobilità avanzata e digitale.

Casa cantoniera sulla statale Adriatica, anni '20 // Archivio storico fotografico U. Cicconi - Fond. Allori, Roma  © www.giornaledibrescia.it
Casa cantoniera sulla statale Adriatica, anni '20 // Archivio storico fotografico U. Cicconi - Fond. Allori, Roma © www.giornaledibrescia.it

Come sta affrontando oggi Anas la sfida del digitale?

La sfida del Ventunesimo secolo è la Smart Mobility. Anas ha avviato un piano per digitalizzare 6.700 km di strade entro il 2032, basato su quattro pilastri: innovazione, moduli da 30 km, centralità dell’utente e sostenibilità con le Green Island fotovoltaiche. Sfruttando IoT, Intelligenza Artificiale e sensoristica sviluppata con il Mit di Boston, le strade diventano sistemi in grado di monitorare il traffico e i viadotti, preparando l'infrastruttura alla guida autonoma.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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