A Sanpolino chiude il Piccolo Teatro Libero: «Costi insostenibili»

Inaugurato nel 2008, dal 2016 era gestito dall’associazione LLum di Elena Guitti dopo un primo stop temporaneo
Elisabetta Nicoli
Il Piccolo Teatro Libero, aperto a Sanpolino nel 2008
Il Piccolo Teatro Libero, aperto a Sanpolino nel 2008

È stato un punto di riferimento per il quartiere e non solo: per la città con le sue Stagioni e produzioni originali, per gli alunni della scuola di teatro e i ragazzi coinvolti nei laboratori; per le compagnie in ospitalità, anche da luoghi lontani.

Al compimento del decimo anno della nuova gestione, il Piccolo Teatro Libero di Sanpolino, inaugurato nel 2008 e già protagonista di uno stop temporaneo, mette fine alle sue attività. «Sono stati dieci anni pieni, belli, ma con l’aumento dei costi la prosecuzione non era più economicamente sostenibile. Con grande dolore si è presa la decisione, di fronte a una scelta obbligata»: Elena Guitti, cofondatrice nel 2016 dell’associazione Llum per riaprire con un nuovo progetto le porte della sala fino ad allora gestita da Teatro Laboratorio, traccia un bilancio e guarda avanti.

L’eredità culturale

«Abbiamo stabilito collaborazioni con varie realtà e negli anni si sono consolidate, in particolare con le compagnie Lelastiko e Cicogne Teatro; con le associazioni del quartiere abbiamo sempre dialogato. Attraverso la scuola si è formato un giro di allievi, abbiamo attratto nuovi appassionati. Tra le realtà amiche mi piace ricordare Onirica, una compagnia del Sud attiva contro la mafia. Vari progetti sono stati messi in campo. Il bilancio è positivo, si è fatto tutto con tanto amore».

Da parte del Comitato di quartiere, interlocutore privilegiato in tutto questo tempo, ai ringraziamenti si sono mescolate le parole di preoccupazione, per il venir meno di un riferimento importante, attrattivo ai fini della cultura e della socialità. La presenza del teatro – la sala con una novantina di posti e spazi attigui per attività collegate – era già prevista nel progetto di questo insediamento abitativo, alla periferia Est della città.

Quel che resta del Piccolo Teatro

 Con la riconsegna delle chiavi a Coop Casa non termina ma si sposta altrove l’impegno della scuola di teatro, a cura di Giacomo Gamba e Fabio Maccarinelli per l’associazione Cip-On: all’oratorio di via Don Vender, a Urago Mella e all’oratorio del Villaggio Prealpino. C’è ancora futuro per gli spettacoli prodotti: «Siamo appena stati a Conegliano Veneto con Evelin – dice Elena, protagonista in scena con la regia di Gamba -: la nostra riflessione sulla figura femminile nella società contemporanea, con utilizzo di materiale elettronico nell’ambito di un progetto sulla comunicazione, verbale e non verbale, ha avuto ottimi riscontri, anche al Festival di Edimburgo». La passione e le attitudini sviluppate a Sanpolino non vengono meno, ma il quartiere perde un cuore pulsante.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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