Cultura

Prima serata: calano gli ascolti perché innanzitutto cala la palpebra

Fumarsi oltre un milione di spettatori perché una fiction termina come minimo 10-15 minuti dopo la mezzanotte, è non solo suicidio televisivo, ma spregio dei consumatori
La prima serata inizia sempre più tardi
La prima serata inizia sempre più tardi
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La vittima più recente è «I Cesaroni – Il ritorno», ma il... buco nero dell'ormai solo cosiddetta «prima serata» della tv generalista aveva già inghiottito la buona fruizione di fiction e altri programmi che gli italiani chiamati ad alzarsi presto l'indomani per lavoro non riescono più a vedere per... impraticabilità.

Non è da adesso che la fascia oraria che continua a chiamarsi «prime time», ma – di scivolamento in scivolamento – da tempo inizia come minimo tra le 21.20 e le 21.30 si inoltra poi (complici anche gli spot) nella tardissima serata, diventando proibitiva per tanti. Citavamo i «Cesaroni» che su Canale 5, dopo l'avvio-boom lunedì 13 aprile (3.486.000 spettatori pari al lusinghiero 22.6% di share), alla seconda puntata sono precipitati a 2.301.000 e 16.9%. E solo domani sapremo com'è andata stasera, 27 aprile. Perdita di numeri – ma anche di senso – anche, forse soprattutto, derivante dallo spingere il pubblico a una visione che non può quasi più essere né ottimale né completa, salvo fare le ore piccole.

Fumarsi oltre un milione di spettatori perché una fiction (ma vale anche per altri tipi di produzioni da prima serata) termina come minimo 10-15 minuti dopo la mezzanotte, è non solo suicidio televisivo, ma spregio dei consumatori; che, nel caso della Rai, pagano il canone.

E se «quelli della Garbatella» sono una dimostrazione recentissima e chiara, difficoltà d'ascolto causato dall'avvio più verso le ore 22 che le 21, toccano anche ad altri programmi: «Gialappashow» parte su Sky alle 21.30 quando va bene; «Chi l'ha visto?» su Rai3 alle 21.20; «Anche stasera tutto è possibile» su Rai2 alle 21.20.

E se un programma non-fiction si può anche abbandonare, penalizzante è doverlo fare con quella che dovrebbe essere fruizione ottimale&integrale di fiction. La definizione di «prime time» è stata, fino a qualche anno fa, «fascia oraria generalmente compresa fra le 20.30 e le 22.30». Seeh…

Il boom dei pre-serali come «Affari tuoi» e «La ruota della fortuna» - meno costosi e più pubblicitariamente redditizi d'una fiction - ha spinto sempre più in là l'orario dei successivi, tradendo quella formula. Non a caso alcuni importanti produttori di fiction hanno esortato le emittenti a riflettere sulla disaffezione (e i cali d'ascolto) che il fenomeno genera.

Certo, canali alternativi&tecnologia (da RaiPlay a Mediaset Infinity a Rivedi La7...) consentono di recuperare un contenuto. Ma non è la stessa guardarli come ai tempi della tv “focolare domestico”, o farlo in review a posteriori.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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