«Sull’esempio di Paolo VI, urgente proporre un nostro progetto culturale»

Il vescovo Tremolada alla presentazione del carteggio montiniano del 1931: «Oggi non abbiamo un regime da contrastare, il nostro nemico è la non cultura»
CRONACA BRESCIA PRESENTAZIONE CARTEGGIO MONTINI 1931 PER ALBERTI 16-10-2026 MARCO ORTOGNI NEW EDEN GROUP
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La presentazione del quinto tomo del secondo volume del carteggio montiniano tra gli anni 1914 e 1933

Intelligenza, fede, preghiera, ma anche amicizia e compagnia. Sono queste le parole su cui si deve puntare, secondo il vescovo Pierantonio Tremolada, per vincere la sfida culturale attuale, soprattutto nel dialogo con le nuove generazioni. Lo spunto è stato l’incontro che ha visto per protagonista il quinto tomo del secondo volume del carteggio montiniano tra gli anni 1914 e 1933.

Un’opera mastodontica cui si sta dedicando da anni l’Istituto Paolo VI (l’obiettivo è concludere nel 2028 cinquantesimo anniversario della morte di papa Montini). L’ultimo tomo dato alle stampe è dedicato al 1931.

«Documenti parlanti»

I volumi, per usare le parole di don Angelo Maffeis, presidente dell’Istituto montiniano, sono «documenti parlanti», questo perché ogni lettere è accompagnata da note dettagliatissime che ricostruiscono il contesto storico e offrono note bibliografiche di chi interagisce con Montini; tutto questo evita il rischio di trovarsi di fronte a una «fonte arida».

Il nuovo volume (ora Edizione Nazionale degli scritti di Giovanni Battista Montini - Paolo VI) è stato, appunto, al centro dell’appuntamento nella Sala del camino di palazzo Martinengo delle palle. «La Fuci di Giovanni Battista Montini nel 1931» è stato organizzato dall’Istituto Paolo VI in collaborazione con il Comune di Brescia. Gli interventi sono stati coordinati da Simona Negruzzo, segretario generale dell'Istituto Paolo VI.

Nuove generazioni

Dopo il saluto di Angelo Martinelli, presidente dell’Opera per l’educazione cristiana, spazio alle approfondite (e appassionate) relazioni del vicesindaco di Brescia, Federico Manzoni, e del professor don Roberto Regoli, ordinario di Storia della Chiesa alla Pontificia Università Gregoriana e presidente della Fondazione vaticana «Joseph Ratzinger-Benedetto XVI».

È stata sottolineata la capacità di Paolo VI nel riconoscere il valore delle persone. Nel difficile periodo storico, caratterizzato dall’avanzare con violenza del fascismo, Montini spronava i giovani a pensare con la loro testa e di investire sulla qualità. Insegnamenti oggi più che mai attuali. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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