Musica

Sanremo 2024, le pagelle in diretta della prima serata

a cura di Cecilia Bertolazzi
Una lunghissima maratona canora seguita passo passo dal nostro inviato Daniele Ardenghi, in giuria Sala Stampa. A tarda notte la prima classifica provvisoria
Francesco Renga e Nek sul palco
Francesco Renga e Nek sul palco
AA

Una prima serata di Festival che si è snodata come una lunga maratona canora: a esibirsi per la prima volta sul palco dell’Ariston tutti e 30 gli artisti in gara. L’inizio è scattato alle 20.45 mentre la chiusura si è assestata dopo le 2, ora che hanno salutato solo i più arditi. Quelli che hanno potuto vedere la classifica in diretta.

Il saluto di Amadeus
Il saluto di Amadeus

In ogni caso il GdB seguirà passo passo le esibizioni e darà in diretta una primissima impressione a caldo dell’esibizione. A stilare le pagelle Daniele Ardenghi, inviato al 74esimo Festival e dentro alla giuria, quella della sala Stampa, che proprio stasera avrà il compito di votare le migliori esibizioni. A tarda notte, infatti, si conoscerà la prima classifica provvisoria con i top five, i migliori cinque artisti secondo i voti dei giornalisti. 

Di seguito l’ordine di uscita dei cantanti, le pagelle saranno compilate esibizione, dopo esibizione. 

1. Clara

Diamanti Grezzi

Canzone
Il brano comincia rarefatto, poi ecco la cassa in quattro nel ritornello che promette d’essere uno dei leitmotiv di questo Festival. Il chorus stesso ha comunque potenziale. Ce sta ‘o mare fuori, e dentro galleggia qualche diamante grezzo.

Clara
Clara

Performance
Ha personalità, ma anche una certa algida rigidità. Probabilmente frutto dell’emozione.

2. Sangiovanni

Finiscimi
Canzone
Ci ricorda il percorso di Tananai. Scanzonato al primo Festival, molto più profondo nel successivo, quando portò la ben più matura “Tango”. Ma questo pezzo non è immediato come “Farfalle” e non ha la profondità delle “palazzine a fuoco”. E non c’è nemmeno un po’ di corsivœ.

Performance
Lui il palco dell’Ariston lo conosce già bene, ed è sciolto.

3. Fiorella Mannoia

Mariposa
Canzone
Bel pezzo mediterraneo, gitano, carnale, che nei riferimenti riporta all’universo di Jamin-a da Creuza de mä di De André.
Performance
Francamente, per un’artista che fa della presenza scenica uno dei propri marchi di fabbrica da decenni, da dire c’è poco. Penetrante, anche in versione sposa scalza. Meritati gli applausi dell’Ariston.

4. La Sad

Autodistruttivo 

Canzone
L’arpeggione alla Blink 182 trascina in California. Il ritornello, al primissimo ascolto, ancora non decolla. Il pezzo non è male, comunque, anzi. Crescerà.

Performance
Completi eleganti, cassa toracica metallica, petto nudo. Molto più d’impatto con il look che nelle movenze. Sul palco compaiono cartelli con messaggi in sostegno al Telefono Amico, servizio di prevenzione contro il suicidio. Pareva dovessero sollevare chissà quale polverone. Sono invece rispettosi

5. Irama

Tu no
Canzone
Intensa, ben scritta e arrangiata per esaltare le doti di Filippo Maria Fanti. Nella parte finale ha qualcosa di Coldplayano, che di questi tempi pare funzionare quasi sempre. Il brano è destinato a fare strada nelle varie classifiche di serata, fino all’ultimo.
Performance
Testosterone, capello mosso, spalle larghe, voce con molte nuances aiutano a dare corpo e solidità a una prestazione intensa.

6. Ghali

Ghali
Ghali

Casa mia

Canzone
Bassi pulsanti, “barre” azzeccate. Il ritornello “Eighties” funziona alla grande, ha quasi echi alla Bronski Beat. Non sappiamo dove arriverà in questo Festival il pezzo in questione, ma esprimiamo una speranza: il più lontano possibile.
Performance
La sua corporatura e il suo viso androgino hanno qualcosa di magnetico. Rilassato. Bravo davvero.

7. Negramaro

Ricominciamo tutto
Canzone
Mentre tutto scorre, i salentini tornano a Sanremo. La voce di Sangiorgi è un po’ come il peperoncino abbondante. Fa sapere ogni pietanza di… peperoncino. E così questa canzone suona come un pezzo dei Negramaro, ma non di quelli più ispirati della band. Almeno fino all’eccellente finale introdotto da quello che pare essere il count-down di un lancio missilistico. E questo frangente di canzone pare dare senso anche a tutto il resto che c’era prima.
Performance
Da artisti navigati quali sono. In controllo.

8. Annalisa

Sinceramente
Canzone
Ed ecco gli Anni 80 dai sintetizzatori che solcano il cielo come ufo e aeroplani. Nella scrittura c’è quel genietto di Davide Simonetta e si sente. Il “Quando-quando-quando…” è destinato a tirare dritto fino all’estate e oltre. Altra hit a segno.
Performance
Da “Bellissima” in poi Annalisa ha un look (ma pure un sound) preciso, e gioca su un determinato tipo di sensualità che lascia molti puntini di sospensione. Funziona tutto.

9. Mahmood

Tuta gold
Canzone
Anche nell’incedere ritmico (l’hand-clap è lo stesso) ricorda Soldi, con cui vinse nel 2019. Era una gran canzone, e pure questa funziona decisamente bene. La periferia italiana che si scontra con il Nordafrica e si rialza ritrovandosi in tasca cinque cellulari. Tuta gold ha presa rapidissima.
Performance
Sul palco dell’Ariston è sempre stato a proprio agio (e ha pure sempre vinto). Solo una domanda: quando è diventato il fratello di origine egiziana di Alex Turner degli Arctic Monkeys?

10. Diodato

Ti muovi
Canzone
Forse non avrà la magia di Fai rumore, ma questa canzone pare l’anello di congiunzione tra il brano col quale vinse nel 2020 e quel gusto italoretrò che recentemente hanno portato sul palco dell’Ariston Colapesce e Dimartino. Un pezzo quindi interessante, ben scritto, che si ritaglia una propria fetta di credibilità nell’offerta di Sanremo 2024.
Performance
Ballerini alle sue spalle per muovere la scena e dare brio a un’esibizione composta e bilanciata, senza picchi. Ma la voce c’è.

11. Loredana Bertè

Pazza
Canzone
Ecco il giro di chitarra rock’n’roll con la distorsione. E poi un bel ritornello arioso. Il testo autobiografico è un po’ da captatio benevolentiae. Ma, almeno qui all’Ariston, funzionerà di sicuro. Per la cronaca, la sala stampa applaude a scena aperta. Quindi – dato che a questo giro i voti arrivano da qui – c’è da aspettarsi una posizione alta in classifica.
Performance
Un’incertezza poco prima del finale, per il resto canta da par suo.

12. Geolier

I p’me, tu p’te
Canzone
Simonetta e Michelangelo tra gli autori della musica: artiglieria pesante. Che però non sfornano, a questo giro, la canzone più memorabile dei rispettivi repertori. Niente male il crescendo electro nel finale. L’avremmo sentito più dominante, in tutto il pezzo.
Performance
Nel suo stile. Gesticola, ammicca alle telecamere. Gomorra , ma con sana convinzione.

13. Alessandra Amoroso

Fino a qui

Canzone
“Caramelle antipanico alle 2.43” è uno dei versi sull’insonnia più azzeccati della storia. E, in generale, il testo è forse la cosa migliore di una canzone comunque buona, destinata a crescere. La sala stampa applaude. Vale il discorso di cui sopra.
Performance
Conferenza stampa “disturbante” nel corso del pomeriggio. Aveva letto i messaggi ricevuti dagli hater. Frasi orribili, cui ha dato voce – scossa, ma decisa – all’Ariston Roof, per introdurre la propria storia di riscoperta e rinascita, oltre il dolore, anche per l’odio ricevuto. Tantissima rabbia in corpo prima, un bell’equilibrio sul palco. Sulla sua voce non c’è molto da dire: è bella. Interpretazione intensa, ma composta.

14. The Kolors

Un ragazzo una ragazza
Canzone
“Il ritornello” del Festival, fin qui. Indie-funk formato Kerakoll. Ti s’incolla addosso in un secondo. Salirò di Daniele Silvestri (comunque gran canzone, è il primo riferimento sanremese che viene in mente…) a confronto sembra una ninnananna. Se l’obiettivo era fare Italodisco 2.0, l’obiettivo è stato centrato. Non è poco. Gli stilemi della pop-song (compresi stop e ripartenza verso la coda) ci sono tutti. Altri applausi in sala stampa.
Performance
Talmente impeccabile da far pensare al playback. Che loro siano musicisti preparati è fuori di dubbio. Ma la precisione è veramente… notevole. Il balletto sull’inciso – ripreso pure dai cantanti dell’orchestra – aiuterà. Ricordate soldi?

15. Angelina Mango

La noia
Canzone
Fiesta latinoamericana, più difficile da cantare di quello che potrebbe sembrare, dato che le variazioni non mancano (anzi, forse sono quasi troppe). Anzi, va via tutta d’un fiato, con l’immancabile cassa in quattro.
Performance
Sempre a fuoco, anche quando nel finale la musica sparisce e resta soltanto la voce. Quanta personalità…

16. Il Volo

Capolavoro
Canzone
Carpolavoro o CapolaVolo? Bel ritornello pop, arioso, di potenza. Ma più adatto a un pubbblico Over, in un Festival che guarda da un’altra parte.
Performance
Ugole spiegate – e non poteva essere altrimenti - con controllo.

17. Big Mama

Big Mama sul palco
Big Mama sul palco

La rabbia non ti basta
Canzone
Più interessante per il testo (rivalsa su bullismo, violenza, body shaming) che per la melodia e l’arrangiamento, che si perdono un poco. Ma magari crescerà…
Performance
La prima parte di testo è inintelligibile, ma è una scelta artistica. Cerca di far battere le mani alla platea, non ha alcun timore reverenziale. La platea le riserva moltissimi applausi. Dedica a mamma e papà prima di lasciare il palco.

18. Ricchi e Poveri

Ma non tutta la vita
Canzone
La canzone prende quota da metà in poi. L’atmosfera è da balera, nonostante gli archi alla James Bond movie dell’inizio. E la reiterazione del ritornello finisce per acchiappare tutti, pure la platea dell’Ariston. La mazurca della Riviera. Ligure.
Performance
Compaiono sul palco impacchettati in un fiocco. E restano così fino al primo ritornello. Sorridono e si vedono le rughe, delle quali non hanno alcuna vergogna. E, quindi, un plauso alla coerenza e al coraggio.

19. Emma

Apnea
Canzone
Eccoli, i sintetizzatori, a dare corpo a un brano che – dopo le prime battute – lasciava interdetti circa la direzione che intendeva prendere. Ma che cresce, e ha un ritornello che può funzionare non solo all’Ariston.
Performance
Seria e arrabbiata. Convinta. Si scioglie progressivamente, e chiude sorridendo.

20. Renga e Nek

Pazzo di te
Canzone
Elegante e garbata. Nonostante l’intensità del sentimento – un amore puro, travolgente, inevitabile – che racconta, resta sempre sul binario giusto ed evita l’effetto sbraco. Retrò nel tessuto melodico, lascia spazio ai voli degli archi. E, naturalmente, alle voci.
Performance
Renga porta ad Amadeus dei cornetti portafortuna con i colori dell’Inter. Nek ha invece regalato al direttore artistico la maglia del suo Sassuolo. Danno l’impressione di non avere alcun timore, e probabilmente così. Per loro l’incontro con il palco dell’Ariston, che conoscono come le rispettive tasche, è una rimpatriata. Vocalmente, Renga fa il Renga, Nek fa Nek.

21. Mr. Rain

Due altalene
Canzone
Inizia piano e voce. La chitarra acustica che fa il proprio ingresso sul bridge fa molto Anni 90. Il crescendo di archi introduce la parte rap. Il ritornello fa cantare, forse non tanto quanto quello di Supereroi, brano che comunque era cresciuto di serata in serata, e d’ascolto in ascolto. Due altalene è tecnicamente più difficile, e forse meno immediata. Ma ha potenziale.
Performance
L’emozione è visibile, ma – dondolandosi sulle altalene che compaiono sul palco – Mattia tiene la scena. E all’Ariston gioca in casa, ed è uno dei beniamini.

22. Bnkr44

Governo punk
Canzone
Menzione d’onore per il fatto che citano i Blur in una canzone di Sanremo. L’impressione è che l’idea del brano sia più forte del suo sviluppo reale. Pop-dance che meritava un po’ più di cura.
Performance
Soprattutto per chi è affezionato al genere, apprezzabile il look da boy band Anni 90. Le imperfezioni nelle voci (acerbe) ci sono, ma nel contesto si perdono un po’. D’altra parte, non ti aspetti Il Volo, e nemmeno Renga e Nek.

23. Gazzelle

Tutto qui
Canzone
Attenzione, a tardissima ora arriva una canzone affatto trascurabile. Inizialmente italian-ballad, è poi mossa da un andamento British molto piacevole e credibile. Il brano si sviluppa bene e suona ancora meglio.
Performance
Occhiali da sole, una specie di Parka e il taglio di capelli: Oskar degli Statuto è di certo fiero di lui. Vuoi fare una brutta figura conciato così? Impossibile. Bravo.

24. Dargen D’Amico

Onda alta
Canzone
Non è troppo diversa dal mood di "Dove si balla”, con la quale due anni fa aveva ottenuto moltissimo successo. Questa canzone, però, è più dark, e quasi un andamento “trance-prog”. Al primo ascolto saltano fuori belle idee e un senso di “pastiche” che confonde un po’.
Performance
E lo scialle di orsetti? E i doposci di peluche? Ha un paio di problemi di acustica sul palco, e – a livello di resa – non riesce a dare il 100%. Saluta parlando della guerra: “Il nostro silenzio è corresponsabilità. Cessate il fuoco”.

25. Rose Villain

Click Boom!
Canzone
Due anime. Quella lirica delle prime battute e quella “clubbing” che la segue. La seconda, forse, funziona proprio per lo stacco netto con la precedente. Poi, i due mood si inseguono e si sostituiscono. Accostamenti arditi, ma piacevoli.
Performance
Dà un’immagine coerente a una canzone “bipolare”. Missione non facilissima. Quindi brava.

26. Santi Francesi

L’amore in bocca
Canzone
Rarefatta, quasi nordica. Nell’arrangiamento, forse è uno dei pezzi più moderni e coraggiosi del Festival, anche se poi tornano gli Anni 80 quando la melodia si apre.
Performance
Abbastanza asettica, come d’altra parte l’atmosfera del pezzo richiede. Ma comunque godibile.

27. Fred De Palma

Il cielo non ci vuole
Canzone
Premessa: è quasi l’1.30. Nelle orecchie hai già una valanga di musica. Trattenerla non è facile, e forse questo brano (che ha comunque molti degli stilemi electro-dance di tante altre già passate) meriterebbe di essere ascoltato a un orario più consono. Soprattutto perché il ritornello ha qualcosa da dire a livello melodico.
Performance
Vocalmente così-così. Ma Fred ci crede, e nel complesso se la cava.

28. Maninni

Spettacolare
Canzone
Un buon pezzo, nel quale si percepisce la “musicalità” di chi lo porta sul palco. Difficilmente da classifica alta, ma chissà.
Performance
In buona sicurezza, nonostante la lunghissima attesa che il cantautore ha dovuto sopportare prima di guadagnare il palco.

29. Alfa

Vai!
Canzone
Pericolosamente simile a “Renegades” degli X Ambassadors. Alla luce di questo, forse un po’ poco giudicabile. Il pezzo di riferimento è una hit, comunque.
Performance
Buona energia, anche se acerbo.

30. Il Tre

Fragili
Canzone
Qui invece la canzone da cui si prende ispirazione pare essere “Io ti aspetto” di Mengoni (proposta peraltro nel corso della serata dallo stesso vincitore uscente), almeno all’inizio. Poi il ritornello porta più sostanza. Da risentire, comunque.
Performance
Occhi chiusi, anzi strizzati, e la sensazione di sforzo, anche se dal punto di vista vocale non sembra avere eccessive incertezze. Manca qualcosa, forse un po’ di autenticità.


Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato