Roby Facchinetti con la tribute band al Santa Giulia tra musica e racconti

«Non sono abituato a guardare uno spettacolo seduto in poltrona, e tanto meno quando a essere suonate sono le nostre canzoni». Con queste parole Roby Facchinetti, voce e tastierista dei Pooh – il gruppo italiano più longevo e amato – ha aperto la serata al teatro Santo Giulia, dove era ospite dei Regeneration Pooh, tribute band ufficiale, decisa a dare il meglio proprio davanti a uno dei protagonisti indiscussi della musica italiana.
La band bresciana, composta da Mauro Stabile (chitarra e voce), Giuseppe Mozzanica (basso, voce e fondatore), Luca Gerri (tastiera e voce), Francesco Riccardi (tastiera e autore del libro Roby Facchinetti e le sue tastiere), Giovanni Cavallaro (batteria) e Luca Filippini (chitarra solista), ha aperto lo spettacolo con alcuni dei brani più iconici dei Pooh, tra cui Parsifal, considerata una delle composizioni più belle firmate da Facchinetti. La performance è stata impreziosita da un suggestivo gioco di laser realizzato da Laserxtreme di Marco Inselvini.
Roby si racconta
La seconda parte della serata, quella più attesa dai fan che hanno riempito il teatro, ha visto salire sul palco un Roby Facchinetti in grande forma. Non per cantare, ma per raccontarsi, stimolato dalle domande di Luca Riva di Radio Bruno. Ne è nato un viaggio attraverso sessant'anni di carriera vissuti come in una grande famiglia con i suoi compagni di sempre, in attesa della nuova tournée in partenza da Bergamo. Un racconto intimo, in cui Facchinetti ha sottolineato quanto l’unione sia stata determinante: «Uno fa uno, ma uniti si fa mille, diecimila. Serve che l’idea di uno diventi quella condivisa da tutti».
Il musicista ha parlato anche del suo ultimo libro, «Che spettacolo è la vita», dedicato all’infanzia e ai genitori, dalle cui semplici ma preziose lezioni di vita ha tratto ispirazione. Molto coinvolgente il momento della «réunion» con vari ex musicisti che hanno collaborato con lui negli anni, così come il dialogo con il pubblico, vero protagonista della serata. Facchinetti ha fatto salire sul palco una signora che compiva 60 anni e ha risposto a numerose domande.
La più pungente? Quale giovane cantante apprezzi oggi. La risposta, schietta: «Non mi riconosco in nessuno di quelli di oggi, mi sembrano tutti uguali. Detto con tutta l’umiltà possibile, non mi stimolano». Prima, però, ha ricordato voci uniche e irripetibili come Celentano, Vanoni e Mina.
La serata si è conclusa con un premio alla carriera e una grande torta celebrativa. A margine dell’evento, a ulteriore dimostrazione della sua disponibilità, Facchinetti ha registrato un breve video di sostegno al progetto RariComeFranci, che sta per aprire un centro di ricerca presso la Pediatria dell’Ospedale Civile, dedicato alle malattie rare metaboliche: un gesto simbolico che conferma la sua sensibilità verso queste tematiche.
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