Il tributo a Gerry Mulligan al Grande, Savoldelli: «Sono emozionato»

Una delle figure che portò alla nascita del cool jazz, torna al centro della scena trent’anni dopo la sua scomparsa grazie al Conservatorio Luca Marenzio. Mercoledì 18 marzo alle 20 il Teatro Grande ospiterà «O Great Spirit - Celebrating Gerry Mulligan». Il concerto presenterà materiale inedito in anteprima mondiale, esplorando anche il lato orchestrale e sinfonico del saxofonista baritono, autore di pagine leggendarie della storia jazzistica. Sulle assi del massimo cittadino si alterneranno la big band del Dipartimento di Jazz e l’Orchestra STU.D.I.O, formate da docenti e studenti del Conservatorio con la direzione di Corrado Guarino, che ha curato diversi degli arrangiamenti (ingresso gratuito, solo una manciata di posti disponibili; per info: ufficiocomunicazione@consbs.it).
Il banco di prova è stato ieri, con un’anteprima al Centro Congressi di Darfo Boario Terme, parte dei quattro appuntamenti di Azione Mulligan. L’idea, nata dal musicologo Luca Bragalini nel trentesimo dalla morte del musicista, è stata finanziata dal Conservatorio con il progetto PNRR IartNET. Le partiture che verranno eseguite mercoledì sono state scovate da Bragalini alla Biblioteca del Congresso di Washington. Un interessante intreccio geografico che ha visto i documenti, donati dalla vedova milanese Franca Rota Borghini Baldovinetti alla Gerry & Franca Mulligan Foundation, volare fino a Washington, per poi tornare in Italia nella valigia del musicologo.
Il programma
Il concerto sarà diviso in due tempi, dedicati ai diversi volti di Mulligan. Nella big band, al seguito della guest star Javier Girotto al sax, suoneranno alcuni dei maggiori jazzisti italiani e insegnanti del Conservatorio: Paolino Dalla Porta, Giovanni Falzone, Guido Bombardieri, Stefano Bertoli, Fabio Giachino. L’orchestra STU.D.I.O. sarà invece affiancata da Mario Marzi, storico sax solista della Scala. Tra gli inediti, tre canzoni: due verranno interpretate da Boris Savoldelli, voce multiforme del jazz apprezzata nel panorama internazionale, una da Chiara Bertelli. Nel gran finale le due formazioni si uniranno, accompagnando il cantante camuno nel brano «O Great Spirit», per un totale di 78 elementi sul palco. Abbiamo chiesto a Savoldelli di svelare qualche retroscena relativo al progetto.

Savoldelli, Mulligan dal punto di vista del cantante?
«Il cool jazz è poco legato alla voce, il fatto che abbia composto canzoni è già molto interessante. Mi ha però colpito per scrittura e profondità dei testi. "Another Day Like Yesterday" ha frasi memorabili. “O Great Spirit” è la preghiera di un capo indiano da cui ha costruito una melodia toccante. L’arrangiamento del maestro Guarino è strepitoso».
I brani celebri si reinterpretano. Quando manca ogni riferimento?
«Far musica seriamente significa conoscere la storia di un pezzo. Chi canta “Night and Day” non può prescindere da Frank Sinatra e io stavolta ho cercato di essere filologico. Sono molto emozionato: saranno solo due canzoni, ma mi caricano come un concerto intero».
Da docente, la cosa più preziosa da trasmettere?
«Il divertimento. La musica deve essere gioia. Non vuol dire non essere seri, sono molto zappiano in questo. I musicisti di Zappa sul palco sembravano, con tutto il rispetto, una banda di idioti mal vestiti ma dietro c’era un lavoro pazzesco. Gioia vuol dire godere di quello che fai, arrivare al concerto con l’entusiasmo del palco».
È previsto un progetto discografico?
«Sì: al Grande ci sarà uno studio di registrazione mobile. Il concerto verrà trasmesso più avanti da Radio3 Suite. L’album arriverà nei prossimi mesi».
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