È morto Carlo Ginzburg, maestro della microstoria

Lo storico e saggista figlio dell’intellettuale antifascista Leone e della scrittrice Natalia Ginzburg era nato nel 1939
È morto lo storico Carlo Ginzburg - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
È morto lo storico Carlo Ginzburg - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

È morto Carlo Ginzburg, storico e saggista italiano, figlio dell'intellettuale antifascista Leone Ginzburg e della scrittrice Natalia Ginzburg. Era nato a Torino il 15 aprile 1939.

Dopo gli studi all'Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore, si era perfezionato al Warburg Institute. Nel corso della sua carriera aveva insegnato in alcune delle più prestigiose università del mondo: Bologna, Harvard, Yale, l'Università della California a Los Angeles e Princeton. Successivamente era tornato alla Normale di Pisa come docente di Storia delle culture europee.

Considerato uno dei principali esponenti della microstoria, corrente storiografica nata in Italia negli anni Settanta, Ginzburg ha contribuito a rinnovare il modo di fare ricerca storica, concentrandosi sulle vicende di persone comuni per comprendere fenomeni più ampi. I suoi studi si sono concentrati sulla cultura popolare, la stregoneria, le eresie e le credenze religiose dell'età moderna.

Dai benandanti al mugnaio Menocchio

A metà degli anni Sessanta, l'analisi dei processi dell'Inquisizione lo portò a ricostruire la storia dei benandanti, protagonisti di un culto della fertilità diffuso in Friuli tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento. Da quelle ricerche nacque il suo primo libro, I benandanti.

Tra le opere più note figura Il formaggio e i vermi, studio dedicato al mugnaio friulano Menocchio, ricostruito attraverso gli atti dell'Inquisizione che ne decretò la condanna al rogo. Un lavoro diventato un punto di riferimento per la storiografia contemporanea.

Nel 1981 pubblicò «Indagini su Piero», volume che inaugurò la collana Microstorie della casa editrice Einaudi.

Negli ultimi anni viveva a Bologna, dove era una presenza familiare nel centro storico della città. Dal matrimonio con Anna Rossi-Doria ebbe due figlie: Silvia, storica dell'arte, e Lisa, storica della filosofia e scrittrice.

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