È un vulcano attivo, Stefano Tevini. Classe 1981, bresciano di città con una laurea in Filosofia nel cassetto, lavora come insegnante di sostegno dopo aver fatto l’impiegato, il bibliotecario e il copy-writer; scrittore, collaboratore di riviste (Duels, Nocturno) ed emittenti (Radio Onda d’Urto), è al contempo – con lo pseudonimo Onorevole Beniamino Malacarne – un wrestler da quasi 200 incontri nel circuito indipendente, capace nelle scorse settimane di conquistare il titolo assoluto di categoria a San Marino.
Recente è pure la pubblicazione del suo nono libro (sei romanzi, una raccolta di racconti, un saggio, una graphic novel), ovvero il romanzo «Manuale diffuso del guerrigliero psichico» (Intermundia, pp. 228, euro 15,90), capitolo iniziale di una trilogia tra il distopico e il fantascientifico, che poi è il contesto in cui Tevini si colloca fin dall’esordio «solista» («Vampiro tossico», del 2013), seguito all’esperienza collettiva di Anonima Scrittori, il progetto cresciuto attorno al «fasciocomunista» (e premio Strega) Antonio Pennacchi.



