Il 2 marzo 2017 a Brescia moriva Renato Borsoni

Direttore artistico, attore teatrale, regista teatrale, grafico e scrittore. Bresciano d'adozione, nacque in provincia di Ancona
Renato Borsoni visto dalla matita di Ghidinelli
Renato Borsoni visto dalla matita di Ghidinelli

Lo spazio che accoglie le vignette «in punta di matita» firmate da Luca Ghidinelli aggiunge un tocco nostrano e si fa guida alla scoperta (o riscoperta) di figure di oggi e di ieri di figli della Leonessa ai quali in occasione di ricorrenze più o meno note il vignettista bresciano dedica una sua tavola. E attraverso essa - che si guardi alla storia o al mondo dello sport, agli spettacoli o alla politica - i lettori possono con un sorriso rinnovare ricordi e conoscenze tutti squisitamente di marca bresciana.

Il 2 marzo 2017 a Brescia moriva Renato Borsoni, direttore artistico, attore teatrale, regista teatrale, grafico e scrittore. Renato era un bresciano d'adozione, in quanto nacque a Santa Maria Nuova, in provincia di Ancona il 1° marzo 1926. Il padre, direttore didattico, alla fine della seconda guerra mondiale chiede di essere trasferito al Nord per agevolare gli studi dei figli. Trova occupazione a Brescia e dunque la famiglia si trasferisce in città.

Renato si iscrive al Politecnico di Milano (facoltà di architettura) ed in città inizia a frequentare circoli culturali ed ambienti frequentati da teatranti. Nel frattempo si specializza in grafica e comincia a scrivere pagine importanti della vita bresciana. Fonda l'Adversiting Studio Borsoni. Da quel momento gran parte della storia della città, sia essa politica, industriale, commerciale, passa attraverso il suo studio grafico, le cui campagne diventano immagini indelebili per la città. 

Il suo nome è legato all'immagine dell'Asm, di cui ha curato le campagne fin quando non ci fu la fusione con A2A. Per la Sebino, dalla collaborazione con l'azienda produttrice di Giocattoli nel 1962 esporta l'immagine di CIcciobello in tutto il mondo. Per la città inoltre curò la campagna per la raccolta differenziata degli anni settanta, curò i manifesti dell'Esposizione Industriale Bresciana del 1967. Dal 1980 si occupò delle campagne della Bipop Carire, FranchiArmi, Centrale del Latte. Alcuni suoi lavori sono parte di collezioni esposte in gallerie d'arte contemporanea in Italia e nel mondo. 

La passione per l'arte lo porta, nel 1952, ad essere tra i fondatori del PIccolo Teatro Bresciano.
Nel 1961 fonda il gruppo teatrale della Compagnia della Loggetta, che diverrà nel tempo «Centro Teatrale Bresciano», di cui sarà direttore fino al 1988. Nel 1998 diventa membro della deputazione della Società del Teatro Grande di Brescia, di cui fino al 2010 ne è il Presidente.
Nel 2014 riceve dal Presidente della Camera il Premio Speciale Vallesina alla Carriera.
Sempre in quell'anno, nel quarantesimo anniversario della Strage di Brescia, firma il francobollo commemorativo, stampato in 2.700.000 esemplari, con cui la Zecca utilizza un manifesto da lui creato per la commemorazione del tragico evento.

Per l'importante apporto che ha dato alla Storia Culturale ed industriale della Città, gli è stata conferita, Presso il Teatro Grande, la «Sala Palcoscenico Renato Borsoni». 
Il suo nome compare anche nella Fondazione del Nuovo Teatro Ideal di Brescia, a lui dedicato.

 

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