CulturaSport

Buffa: «Brescia città di basket, una delle più vive in Italia»

Il giornalista di Sky al Teatro Clerici con il suo spettacolo su Kobe Bryant: «Nella sua vicenda ci sono tutti i tòpoi della tragedia greca, compresa la fine della sua vita»
Federico Buffa sta portando il suo spettacolo in vari teatri d'Italia
Federico Buffa sta portando il suo spettacolo in vari teatri d'Italia
AA

«Otto infinito – vita e morte di un Mamba», andato in scena al Teatro Clerici sabato sera, non è il solito spettacolo teatrale a tema sportivo. Si tratta più che altro di una messa collettiva con Federico Buffa che funge da predicatore in un’interpretazione che assomiglia molto a quella leggendaria di James Brown nei Blues Brothers.

Sul palco

Un nuovo viaggio nei teatri per il giornalista meneghino, in questo caso accompagnato dal maestro Alessandro Nidi e dai due figli, che ha individuato le principali basketball cities del paese, tra queste Brescia che conferma così l’importante crescita cestistica anche nella percezione nazionale: «Ho sempre considerato Brescia una città di basket sin dai tempi della Pinti. Massimo Mangano fu il primo allenatore italiano che avendo un solo straniero a disposizione prese Charlie Yelverton e non il classico pivot di 2,05 metri – ha voluto subito sottolineare lo stesso Buffa ai microfoni di Teletutto –. Poi mi ricordo Stan Pietkiewicz, che secondo me è stato il più grande playmaker straniero mai venuto in Italia e tante partite all’Eib. Soprattutto io sono stato responsabile per Mike Mitchell che sbarcò a Brescia appena arrivato dagli Stati Uniti in una stagione non facile per la società, ma era sempre tutto pieno. Io adoro Brescia cestisticamente, mi sembra una delle città più vive in Italia».

Due giganti

Il noto giornalista di Sky, dopo diversi anni in cui si è dedicato ad altri sport, torna alle origini per raccontare una storia di pallacanestro, quella di Kobe Bryant: «Proprio perché non ne avevo mai fatti sul basket ho pensato che se bisognava cominciare allora bisognava andare a prendere i due più grandi di tutti che sono in linea di successione, infatti, c’è uno spettacolo piccolo su Michael Jordan e questo sul giocatore a cui lui ha consegnato la torcia – ha spiegato Federico Buffa – con una differenza sostanziale che questo non è una condivisione col pubblico come facciamo per Jordan, ma un vero e proprio spettacolo teatrale, costruito come tale. Credo che cambi anche un po’ il pubblico perché Kobe è vicino a questa generazione e anche dal punto di vista emotivo è più partecipato». 

Lo spettacolo

In poco meno di 2 ore celebrata la vita, la carriera e purtroppo anche la morte di uno dei più grandi giocatori di basket di tutti i tempi, tragicamente scomparso a fine gennaio 2020. Un personaggio quasi sacro che solo il miglior narratore sportivo dello stivale poteva permettersi di portare sul palco: «Kobe rappresenta una narrazione complicatissima perché stiamo parlando di un uomo molto diverso da quello che normalmente è un atleta, il fatto di essere cresciuto in Italia in una società non conflittuale e molto più orizzontale, lo rende un uomo molto più avanzato. Quando arriva negli Stati Uniti i ragazzi afroamericani gli parlano in slang e lui non capisce quindi comprende che per primeggiare, che è la cosa che gli interessa di più al mondo, li deve portare sul campo».

Dopo le ben note origini del figlio di Joe “Jellybean” Bryant e il suo legame con l’Italia Buffa si è concentrato sull’inarrestabile ascesa e sulla sete di vittoria del nativo di Philadelphia: «La parabola di un uomo che stando alle sue sorelle a cinque anni lavorava sulla mano sinistra e aveva già annunciato che sarebbe diventato una star Nba e molto più forte di suo padre. Stiamo parlando di un predestinato che ha una traiettoria che è identica a quella di un eroe greco – ha concluso “l’avvocato” che deve il suo soprannome agli studi di giurisprudenza completati, ma poco praticati –. Ci sono tutti i tòpoi della tragedia greca, compreso il finale in questa sua vita di 42 anni. Un essere umano che aspira all’immortalità e comprende che deve pagare un prezzo, non sa ancora quale, ma lo scoprirà».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Sport

Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...