Dr. Domino, il «Boss» del rap bresciano

Il 25enne originario di Casablanca colleziona migliaia di visualizzazioni su YouTube.
In strada, per i ragazzi del giro più stretto, è «Sorriso d’angelo». «Il diavolo sta dentro, credimi» garantisce Amine Mokdar, in arte Dr. Domino, di fatto il rapper marocchino più conosciuto in Italia: migliaia di visualizzazioni su YouTube, una marea di follower sui social e tanti fan ai concerti. «Già, l’ultima volta, al Florida, ho cantato davanti a seimila persone» dice. Il prossimo singolo - «Boss», in uscita tra pochi giorni - promette risultati altrettanto soddisfacenti.
 
Nato a Casablanca, adottato da Brescia, Amine, 25 anni compiuti, si sente figlio del mondo: viaggia, osserva, dialoga, stimola così la sua musica. Cresciuto qui, tra i fratelli che il rap ha legato in un’unica famiglia, in una città che in passato non gli ha certo risparmiato le difficoltà dell’integrazione: difficoltà raccontate anche in «Diamante di sangue», title track del mixtape che Dr. Domino sta pubblicando, singolo dopo singolo, in rete.
 
«Boss» è un nuovo micro-capitolo dell’album, un pezzo «swag», ossia stiloso, «che punta il dito contro chi fa il gradasso nella musica, chi "fa brutto", come si dice in gergo, solo con le parole e chi invece riesce ad esserlo nella vita, per strada» racconta: «Chi, insomma, riesce ad essere un vero signore facendosi rispettare e al contempo rispettando gli altri». Dal punto di vista strumentale «questo è un modo di fare rap completamente differente dall’impostazione old school (troppo schematica e fatta solo di quattro tempi) e che valorizza soprattutto le melodie. In Italia un illustre esponente di questa corrente è Gué Pequeno».
 
Attorno a Domino c’è la Black Apple, la «family» che segue, sostiene e collabora con il progetto di Amine condiviso con il fratello appena diciottenne Achraf, al suo fianco nei live. «È una realtà sparsa in tutto il mondo, ne fanno parte artisti e supporter» spiega Domino: «Una comunità che si parla attraverso la nostra pagina Facebook». Sempre in rete, entro l’estate, verranno pubblicate le altre canzoni del mixtape - che potrebbe contare anche interessanti collaborazioni con «mc» di fama -, mentre «Diamante di sangue», «Gli stessi amici», «Save me» sono già disponibili online. «Solo quest’ultima conta 77mila click» sottolinea Dr. Domino: «Un mio amico mi ha scritto dicendo che abbiamo asfaltato tutti i rapper bresciani.
 
Beh, senza peccare di presunzione... è così».
Anche in Marocco sta montando la notizia del successo, da Casablanca fin giù a Marrakech e Agadir. «Assabah», uno dei principali giornali del Paese, ha parlato di lui come del più famoso rapper marocchino in Italia. «Sono contento che la mia musica giri anche in Marocco» spiega Amine: «Là addirittura la gente mi ferma per strada. In Italia ho fatto parecchi live e il pubblico ha sempre risposto alla grande». La base resta a Brescia, ma si guarda fuori. «Voglio che la mia musica si faccia ascoltare il più possibile» conclude: «Come si diceva in "10.000 a. C.", un film di qualche anno fa? Bisogna sempre lottare per il cerchio più grande. Ecco, io lo faccio con il rap».
 
Alessandro Carboni

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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