Tra energia e delicatezza, Diodato conquista piazza Loggia

Il cantautore ha portato in città il suo tour «Estate 2025» nell’ambito del Brescia Summer Music, mostrandosi in ottima forma: voce limpida e sicura, che riempie il palco
Giacomo Baroni
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La poesia di Diodato in Piazza Loggia

«Forse anche cantare un’emozione, è ancora un atto di rivoluzione». Diodato è salito sul palco del Brescia Summer Music per il tour «Estate 2025». Il cantautore ha preso per mano piazza Loggia, conducendola in una travolgente indagine sui sentimenti di grande profondità espressiva.

I temi sociali

Il mare per i più è ormai soltanto un lontano ricordo, ma ci pensa Diodato, solo alla chitarra acustica, a risvegliare il desiderio di «Un’altra estate», aprendo alla carica ottimista di «Adesso» e all’assalto sonoro di «Mi si scioglie la bocca». Il concerto esplode con le canzoni dedicate all’attualità e ai temi sociali, sempre più presenti nella penna del cantante: bellissime «Alveari», pezzo ricco di synth dal sapore anni Ottanta, la ballad post-pandemica «Così speciale» e «La mia terra», Premio Tenco che unisce i sapori di una tarantella all’aggressività del rock.

Brescia Summer Music, Diodato in piazza Loggia
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Brescia Summer Music, Diodato in piazza Loggia

Tra energia e delicatezza

Diodato è in ottima forma, voce limpida e sicura che riempie il palco. Tra energia e delicatezza, schiude un caleidoscopio di emozioni per un pubblico che ascolta ammaliato e ricompensa calorosamente ogni brano. Lo spettacolo è un crescendo continuo: largo alle ballad tra la detonazione nostalgica di «Ormai non c’eri che tu» e «Un atto di rivoluzione», presentata in occasione del tour nei teatri come reazione emotiva agli orrori del mondo.

Tra i brani in scaletta, sono piccole perle il fulminante brit-rock «Ma che vuoi», la ballad «Occhiali da sole», una «Babilonia» romanticamente indie-folk, il rock à la David Bowie «Di questa felicità» e le calde vibrazioni soul di «Molto amore». Brilla poi la trascinante e struggente «Cuccurrucucù Paloma». Ci si avvia alla conclusione con «Non ci credo più», denuncia dal gusto western che rivela «La necessità di ribadire alcune idee, con un genocidio in corso e il disumano che avanza». Immancabili «Fai rumore», brano della vittoria a Sanremo 2020 e «Che vita meravigliosa», cantata a squarciagola da tutta la piazza insieme a Diodato che a Brescia ha lasciato un pezzetto ben riuscito del suo atto di rivoluzione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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