Cinema

«Prima dell’alba» è il film romantico che tutti dovremmo vedere

Cristiano Bolla
Torna al cinema, per un evento speciale di tre giorni, il primo capitolo della trilogia di Richard Linklater: un classico d’amore magnifico, che ha alimentato anche un particolare turismo cinematografico
Ethan Hawke e Julie Delpy
Ethan Hawke e Julie Delpy
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Ci sono film che restano nel tempo per la forza della loro storia e altri che si impongono per la semplicità con cui raccontano qualcosa di universale. «Prima dell’alba» appartiene a questa seconda categoria. Il film di Richard Linklater, uscito nel 1995 e considerato oggi uno dei titoli romantici più importanti degli ultimi decenni, torna nelle sale italiane dal 20 al 22 aprile; a Brescia sarà visibile al Cinema Moretto mercoledì 22 aprile alle 11.00. È il ritorno di un’opera che ha saputo raccontare l’amore senza forzature melodrammatiche, puntando tutto sui dialoghi, sul tempo condiviso e sulla naturalezza dell’incontro.

Il film

La trama, in apparenza, è molto semplice. Jesse è un giovane americano in viaggio in Europa; Céline è una studentessa francese diretta a Parigi. Si incontrano su un treno da Budapest a Vienna, iniziano a parlare e, poco prima dell’arrivo, lui le propone di scendere e passare insieme la notte in città, prima del suo volo del mattino per gli Stati Uniti. Lei accetta. Da qui prende forma un film costruito quasi interamente su conversazioni, passeggiate e momenti di osservazione reciproca. I due protagonisti hanno i volti di Ethan Hawke e Julie Delpy. Ed è proprio questa essenzialità narrativa a rendere «Prima dell’alba» così riconoscibile: non ci sono grandi svolte, ma un progressivo avvicinamento tra due persone che si conoscono nello spazio di poche ore.

Per capirne fino in fondo l’importanza, però, bisogna guardare anche a ciò che il film ha generato negli anni successivi. «Prima dell’alba» è infatti il primo capitolo di una trilogia che prosegue con «Before Sunset», ambientato a Parigi, e con «Before Midnight», ambientato in Grecia. L’elemento più interessante del progetto è il rapporto con il tempo: Linklater non lo comprime e non lo simula, ma lo lascia passare davvero. Il secondo film, uscito nel 2004, ritrova Jesse e Céline quasi dieci anni dopo il loro incontro viennese; il terzo, del 2013, li mostra in una fase ormai adulta della relazione. È anche per questo che la trilogia occupa un posto così particolare nel cinema contemporaneo: racconta l’amore non come un’astrazione, ma come qualcosa che cambia insieme all’età, alle esperienze e alle responsabilità.

Una storia vera

Attorno al film esiste anche una storia reale che ne rafforza il valore emotivo. L’ispirazione iniziale di Linklater deriva da un incontro avvenuto a Philadelphia nel 1989 con una giovane donna, con la quale il regista avrebbe trascorso una lunga notte a parlare e camminare. Successive ricostruzioni hanno identificato quella donna in Amy Lehrhaupt, morta prima dell’uscita del film. Linklater lo ha scoperto solo molti anni dopo. Una storia struggente, che aiuta a capire perché l’opera dia l’impressione di nascere da qualcosa di vissuto, da un ricordo rielaborato più che da un semplice esercizio di scrittura. E forse è anche questo uno dei motivi per cui continua a colpire: mette in scena la possibilità che un incontro inatteso possa lasciare un segno duraturo, anche nel giro di poche ore.

I luoghi

Un altro elemento che misura l’eredità del film è il suo rapporto con i luoghi. Vienna, qui, non è soltanto uno sfondo, ma una presenza decisiva. La città accompagna Jesse e Céline nel loro avvicinamento e diventa parte integrante del racconto. Non sorprende allora che oggi l’ente del turismo viennese abbia creato anche un itinerario dedicato, il «Before Sunrise Walk», che attraversa undici luoghi del film, dal Westbahnhof alla ruota panoramica del Prater. È un esempio molto chiaro di turismo cinematografico: spettatori che non si limitano a rivedere il film, ma vogliono ripercorrerne le tappe, ritrovare le stesse ambientazioni, scattare fotografie negli stessi luoghi.

Una scena tratta da «Prima dell’alba»
Una scena tratta da «Prima dell’alba»

Dentro questo percorso c’è anche il celebre negozio di dischi Alt & Neu Recordstore legato a una delle scene più ricordate. La cabina d’ascolto in cui Jesse e Céline condividono quel momento non esiste più, ma il negozio continua a conservare il legame con il film attraverso immagini e materiali che lo ricordano. Girando per la città, non è raro notare coppie proveniente da ogni parte del mondo (come la Cina) accompagnate da fotografi professionisti, ingaggiati proprio per ricreare gli stessi momenti del film nei luoghi in cui è stato girato. I commercianti stessi ne sono consapevoli, sono preparati e disponibili ad assecondare questa forma di cineturismo. Qualcosa di simile accade anche a Parigi, dove il secondo capitolo della trilogia ha alimentato nel tempo passeggiate e itinerari cinefili. Nel caso dei film di Linklater, il rapporto tra personaggi e città è quindi centrale: Vienna è il luogo dell’incontro, Parigi quello del ritorno, la Grecia quello della maturità e della verifica del legame.

Un classico

Rivedere oggi «Prima dell’alba» in sala non significa soltanto recuperare un titolo diventato classico. Significa tornare a un cinema che si affida alla parola, al tempo e alla presenza degli attori. Significa ritrovare Ethan Hawke e Julie Delpy all’inizio di un percorso che avrebbe dato vita a una delle trilogie più originali degli ultimi decenni. E significa anche riscoprire un piccolo capolavoro del cinema romantico, film capace di trasformare una notte, una città e un incontro in un immaginario ancora vivo, che continua a portare spettatori da tutto il mondo sulle sue tracce.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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